Casino online: La battaglia nei confronti dei .domini illegali

Il dirigente dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana Francesco Rodano, amministratore della sezione gioco online dell'ente, è intervenuto al congresso Il Gioco in Italia: tra maturità e innovazione, indetto dall'Osservatorio Gioco Online milanese. Rodano ha sottolineato come sia fondamentale una sinergia fra l'Agenzia e i fornitori del gioco virtuale per un maggiore controllo e debellamento del fenomeno dei .com non legali. I principali fornitori di servizi di gambling online del nostro Paese, certificati dall'Agenzia delle Dogane e che, in base alle cifre divulgate dall'AAMS posseggono il 75% delle quote del settore in Italia, hanno cominciato un produttivo rapporto collaborativo con l'Agenzia allo scopo di allontanare dal settore i fornitori privi di concessione statale. Il piano progettato dall'Agenzia e dai principali fornitori di gambling virtuale in Italia ha come obiettivo quello di eliminare nel minor tempo possibile il fenomeno delle .com illegali, dato che si stima un tempo di azione di circa quattro mesi. È utile menzionare che l'Agenzia delle Dogane italiana è già in possesso di una lista nera degli operatori .com illegali, aggiornata costantemente, in cui vi sono segnalati circa 5mila domini dedicati al gioco virtuale illegali, ma il piano attuato insieme ai principali fornitori italiani, tra cui Playtech, allo scopo di bannare i collegamenti ai domini privi di licenza, resta di fondamentale importanza. Il settore del gambling virtuale, nel nostro Paese sta vivendo, attualmente, un momento di stasi, utile per individuare la base stabile del servizio. In Italia, circa tre quarti del settore è detenuto da dieci fornitori, e la quota d'utenza, probabilmente per via dello strascico lasciato dalla recessione finanziaria, è diminuita di 12 punti in percentuale in confronto al 2013. È inoltre in diminuzione la spesa per utente, dato che si registra un calo, per quanto concerne l'online, di circa cinquanta euro per due terzi dei giocatori. Conseguentemente la battaglia nei confronti dei domini abusivi è di massima rilevanza, alla luce delle ingenti spese a cui devono fare fronte i fornitori italiani di gambling virtuale allo scopo di mantenere attivi i servizi, soprattutto per quanto concerne la fidelizzazione mediante nuove offerte. La partnership con l'Agenzia, per il depennamento del gioco illegale, diventa dunque imprescindibile per gli erogatori italiani. Un settore del gioco virtuale finanziariamente sostenibile genera un doppio guadagno. Da una parte debella i servizi abusivi e dall'altra incentiva, anche finanziariamente, i fornitori attraverso la concessione statale. Il modello giurisdizionale vigente nel nostro Paese, per quanto concerne il gambling online, rappresenta un esempio normativo da seguire per le altri nazioni facenti parti dell'Unione Europea. La buona riuscita del piano progettato dall'AAMS insieme ai principali fornitori italiani del gioco a distanza non può che essere un ulteriore motivo per i mercati esteri a guardare al nostro Paese come un modello su questo fronte. È risaputo infatti che, in materia di casino online, in Europa non sembra si possa presentare a breve l'ipotesi di un accordo comunitario, che quindi livelli i diversi regolamenti relativi al gioco vigenti nei vari Paesi. A fronte degli sforzi effettuati dalla Commissione Europea, allo scopo di istituire un mercato comune, gli stati europei hanno mostrato obiettivi differenti per quanto concerne i servizi virtuali. Si spera quindi che la mossa italiana possa dare luogo a un avvicinamento tra i diversi gestori europei.

 

La crisi non sfiora il settore del gambling online

Un sondaggio realizzato dall'Agenzia di statistiche Ipsos ha confermato che i giocatori nostrani non hanno cambiato la loro consuetudine per quanto concerne l'utilizzo di servizi di gambling, anche in periodo di recessione economica. L'ondata di crisi che si è abbattuta sul nostro Paese non ha quindi impedito agli utenti italiani di svagarsi grazie al gioco, online e non, dato che il 65% dei giocatori ha dichiarato di utilizzare le medesime risorse economiche pre crisi in direzione dei servizi di gambling, nonostante il periodo non propriamente positivo economicamente parlando. Il sondaggio è stato reso noto il 28 aprile presso il meeting Parliamo di food a 365 giorni dall'Expo, svoltosi a Milano. Naturalmente il sondaggio realizzato dall'ente di statistica era rivolto al consumo complessivo degli italiani in epoca di crisi, e il gambling, come da tradizione ormai, non poteva non far parte di questa ricerca, anche se più che un consumo si tratta di uno svago. Risulta quindi che due terzi degli utenti nostrani non ha cambiato le proprie consuetudini in materia di gambling, mentre il 26% ha dichiarato di aver decrementato significativamente la quota di spesa dedicata al gioco, con il 7% che ha detto di aver abbassato leggermente la soglia di spesa, mentre il 2% ha ammesso, per assurdo, di aver incrementato la propria quota di spesa. Per quanto concerne i dati generali registrati dal sondaggio di Ipsos si registra un ridimensionamento non indifferente delle spese per quel che riguarda concerti, cinema, svago, abbigliamento, vacanze, pranzi e cene al ristorante. Il presidente dell'istituto, Nando Pagnoncelli, ha dichiarato che il protrarsi incessante della recessione ha causato un mutamento delle abitudini del cittadino parlando di svago in generale, ma sembra che questa tendenza non abbia colpito il gioco, considerato ormai un passatempo tradizionale italiano. Infatti, secondo un'altra ricerca di mercato, realizzata dall'Economist, il nostro Paese risulta 6° nella graduatoria delle nazioni in cui il gambling è più diffuso, ma purtroppo anche il 4° in termini di sconfitte al gioco. Il fatto che siamo una nazione in cui il gioco va davvero forte, era risaputo, ma il dato relativo alle perdite stupisce non poco, dato che, in base al volume di gioco, le vincite dovrebbero corrispondere in grandezza. Questo non vuole dire che in Italia non si vinca, ma semplicemente che negli ultimi anni la dea bendata non è stata particolarmente generosa nei confronti dei giocatori nostrani. Il sondaggio è stato comunicato durante l'ultima edizione dell'Ice Totally Gaming, e ha fornito molti dati utili riguardo all'estensione del mercato del gambling a livello internazionale. Si viene a sapere così che l'Australia risulta essere il luogo in cui ci sono la quantità maggiore di appassionati, mentre Italia, Usa, Nuova Zelanda, Finlandia, e Singapore occupano le altre cinque posizioni. Purtroppo però, come già detto, anche sul fronte delle perdite abbiamo registrato un'ottima posizione, che equivale però a una sconfitta per il popolo italiano amante del gambling. Sempre per quanto riguarda le sconfitte, al primo posto troviamo gli Usa, con una quota di perdita pari a 119 miliardi di euro. La Cina non è messa meglio, dato che registra una perdita pari a 77 miliardi di euro, a cui segue il Giappone con -31.4 miliardi di euro.

 

Il successo senza sosta delle slot machine online

Il settore del gambling on line, nel nostro Paese, ha registrato l'ingresso in un'inedita fase  di mercato. A seguito del successo d'avvio, il settore si è assestato, con il 75% degli utili ad appannaggio dei 10 fornitori di maggior rilievo che operano all'interno del Paese, tra cui 4 autoctoni e 6 internazionali. Sono stati diffusi inoltre resoconti discordanti. Se da un lato si conferma una diminuzione del traffico pari al 3%, dall'altro vi sono statistiche di settore significativamente diverse. Lampante è ancora una volta il dominio dei casino online, grazie soprattutto alle slot virtuali, interessate da un incremento pari al 63%, dell'ordine di 239 mln, convogliando un terzo dell'intero settore del gambling virtuale del nostro Paese. I servizi di slot machine, in Italia, rappresentano la metà del traffico complessivo riguardante i casinò online, a differenza delle piattaforme classiche, quindi il blackjack, il baccarat, e la roulette che registrano i medesimi dati dall'ultima rilevazione di mercato. Il settore di mercato dal più drastico calo è il gioco del poker, per quel che concerne il ricavato complessivo e il quantitativo di utenti coinvolti. Il boom che ha interessato il Texas Hold'Em in questi ultimi tempi pare infatti vicino al collasso, con percentuali di ribasso pari al 39 e al 35 per cento, per quanto concerne rispettivamente i tornei e i cash games. In base alle informazioni registrate nel corso dello scorso anno, il settore del gambling virtuale risulta essersi stabilizzato anche sul fronte della tipologia dei giocatori. A fronte di una diminuzione totale dell'ordine del 12%, 700mila giocatori al mese registrati nel 2013 a differenza degli 800mila dell'anno precedente, la diminuzione del traffico si è verificata in ogni settore eccetto che per i casinò online, in crescita grazie a più 60% di utenza coinvolta ogni mese, a seguito dell'arrivo delle slot virtuali nel nostro Paese. Sul fronte della tipologia dell'utente standard, invece, si registra la forte presenza di giocatori del Mezzogiorno, di età compresa tra i 25 e i 45 anni di età. Piuttosto irrilevante, in generale, il traffico esercitato dall'utenza femminile, la quale predilige le slot machine online piuttosto che le altre tipologie di gambling virtuale. Quest'anno la tendenza è a livelli standard per quel che concerne i casino online, registrando un utile pari a 63.7 mln compressivi nei soli tre mesi iniziali dell'anno, con un 8.4 in percentuale in più in confronto all'anno precedente. Risultati pessimi, come sopracitato, sul fronte del poker, con una diminuzione dell'utile complessiva dell'ordine del 19.1%, in confronto ai primi tre mesi dello scorso anno, raggiungendo un volume di mercato pari a 34.6 mln rispetto ai 42.9 registrati nel medesimo periodo nel 2013. Più evidente la decrescita del settore torneistico legato al poker, - 31.5%, dunque a 22.1 mln rispetto ai 32.3 incassati nei primi tre mesi dello scorso anno. Sul fronte della nuova tendenza registratasi già nel corso dello scorso anno, le modalità di gioco che non richiedono investimenti concreti in denaro, quindi i casual e social casinò games, hanno conosciuto un'ulteriore incremento nella popolarità, anche e soprattutto grazie al boom registrato dai social network nel nostro Paese. Anche fuori dall'Italia questo genere di piattaforme gode di ingenti investimenti da parte dei maggiori operatori del gioco internazionali.

   

Nuove nomine per il Casino di Campione d'Italia

Attraverso la siglatura del patto fra il Ministero dell'Economia e il Ministero dell'Interno, si è sancito in maniera definitiva l'assetto amministrativo dell'impresa, di recente costituzione, di proprietà dell'Ente comunale di Campione d'Italia, e che monitorerà l'operato della società di gambling omonima. Questa la notizia diffusa dagli assessori del Comune di Campione. Maria Paola Mangili, sindaco di Campione d'Italia, ha dichiarato che si è terminato con successo il lungo percorso normativo, frenato tra le altre cose dall'avvicendarsi di 3 squadre di Governo diverse dal 2012, che ha tenacemente tenuto banco presso il Consiglio del Comune, allo scopo di associare all'Ente, insieme al titolo di garante delle attività del casino, il monitoraggio interno dell'impresa, tra i principali volani dell'economia di Campione d'Italia. Adesso è arrivato il momento di istituire burocraticamente il nuovo gruppo, prosegue la Mangili, insieme alla diffusione dei nominativi scelti per quanto riguarda l'assetto dirigenziale, così da stabilire recisamente lo spostamento dalla squadra precedente a quella attuale, nella speranza di rendere già attivo il nuovo consiglio prima dell'inizio dell'estate. Durante le settimane a seguire, continua il sindaco, verranno organizzate apposite riunioni per stabilire l'attuazione del piano di liquidità finanziaria del precedente gruppo, allo scopo di favorire un avvicendamento graduale ma celere, così da riconfermare i lavoratori della passata gestione. Tale successione capiterà, spiega la Mangili, in un momento in cui l'ambito dei casino live, nel nostro Paese, sta risentendo di una crisi di settore piuttosto evidente, ma che al tempo stesso ha visto attuare, da parte della dirigenza del casinò Campione d'Italia, manovre in direzione di un ampliamento dell'offerta di base, con la conseguente creazione di nuovi posto di lavoro, secondo i dettami stabiliti dall'amministrazione comunale, che oggi potrà indirizzare tali politiche in maniera ancor più mirata e concreta. L'equilibrio economico garantito dalla casa da gioco sul fronte dei conti pubblici, ha ricordato il sindaco, è di importanza fondamentale per tutti i cittadini, ed è per questo motivo che il Consiglio Comunale ha deciso di muoversi verso una gestione integrale delle attività del casino. È una conquista di grande rilevanza, quindi, sottolinea la Mangili, non unicamente per il Comune ma anche, e soprattutto, per i cittadini di Campione. Il sindaco ha inoltre ringraziato la società precedente accogliendo con entusiasmo il nuovo gruppo, e i rappresentanti provinciali di Lecco e Como, oltre alle Camere di Commercio dei due comuni. La Mangili ha ricordato la strada comune percorsa dai due Enti insieme all'Amministrazione Comunale di Campione, assicurando che l'azione profusa dalle Camere non sarà vana, ma che anzi sarà stabilità una percentuale di partecipazione per quanto riguarda le entrate del Casino, indirizzare ai rispettivi comuni. In ultimo il sindaco ha ringraziato i membri dell'attuale consiglio direttivo del casino, oltre ai rappresentanti del collegio comunale, per lo strenuo impegno profuso nella vicenda, insieme alle decisioni delicate attuate dal Consiglio, che, con il senno di poi, si sono rilevate le uniche possibili. Gli auguri di una gestione di qualità a Carlo Pagan, riconfermato alla guida dell'amministrazione del Casino. La riconferma di Pagan all'interno del consiglio di amministrazione del gruppo, ha spiegato il sindaco, è un segno importante da parte della Giunta, che intende premiare l'operato di chi ha reso grande il casino cittadino.

 

Il calo dei casino svizzeri terrestri

Ventuno casino terrestri situati in Svizzera hanno denotato un'ulteriore diminuzione del fatturato nel corso dello scorso anno. Il fatturato lordo delle piattaforme di gambling è calato dell'1.5% in confronto al 2012, registrando una perdita pari a 745.9 milioni di franchi, nonostante le sale da gioco recentemente inaugurate a Neuchatel e Zurigo abbiano ottenuto discreti risultati. Il gruppo regionale a capo della categoria ha criticato l'azione dei concorrenti stranieri attivi nel mercato nero, e presenti anche su suolo italiano, web compreso. Rispetto a 7 anni fa i guadagni hanno conosciuto una flessione pari al 25%, ha comunicato la Federazione Svizzera dei Casino in un documento rilasciato il 9 aprile scorso. Si evince inoltre che la quota di contribuzione delle case di gambling svizzere indirizzata all'AVS è diminuita lo scorso anno a 356.2 milioni, a dispetto degli oltre 500 registrati 7 anni fa. Oltre al mercato illegale, bisogna comunque rilevare che è la concorrenza legale, in modo particolare, a causare questa flessione generalizzata, infatti, appena oltre il confine svizzero si trovano mercati dedicati al gambling ben più floridi, tra cui quello italiano, quello francese, e quello tedesco. Ed è anzi proprio nelle regioni svizzere che si registra un alto tasso di illegalità legata al settore, con un mercato nero che occupa una percentuale enorme rispetto al fatturato totale del Paese. Senza dimenticare le piattaforme di gambling online, ormai divenuti il vero e proprio nemico da abbattere per i casinò terrestri, e che presentano la possibilità, per utenti di ogni nazionalità, di accedere con estrema facilità a servizi analoghi. La Federazione ha spiegato che i casino terrestri legali, in Svizzera risultano eccessivamente, e quasi ossessivamente, regolamentati, rendendo così sempre più difficile una raccolta significativa, che va invece a perdersi in mille rigagnoli che non fanno altro che incentivare il mercato illegale. In base ai dati forniti dalla Federazione oggi la condizione delle aziende di gambling locali è al livello della situazione precedente alla delibera, del 1993, che ha riattivato la possibilità d'esercizio ai casino terrestri in suolo svizzero, quindi una sostanziale stagnazione. Questo porta i cittadini autoctoni a rivolgersi sempre di più ai servizi esteri. Ciò, insieme ai fattori sopracitati, ha causato una depressione di mercato graduale dal 2007, con il conseguente drastico ridimensionamento del contributo delle case di gambling all'AVS. Attraverso una nuova regolamentazione del settore, soprattutto per quanto concerne i giochi in denaro, si può ristabilire una situazione, se non in crescita, almeno votata alla sopravvivenza delle imprese esistenti. La Federazione ha quindi chiesto ai legislatori di concentrarsi nuovamente sul gioco locale, non cedendo alle lusinghe di una regolamentazione condivisa per tutti i Paesi, che ha causato solo danni al settore interno del gambling terrestre. Le regole vigenti all'estero, ha ricordato la Federazione, mal si adattano alla tipologia di raccolta vigente in Svizzera e, se non si interverrà in tempo al ripristino della normativa precedente, o a una rielaborazione della stessa, i casino svizzeri potrebbero conoscere periodi ancora più neri di oggi. Dei 356.2 milioni di raccolta registrati nel 2013, 51.4 sono stati indirizzati ai diversi cantoni, mentre 304.8 sono stati destinati all'AVS. Nello specifico Locarno ha incassato 21.7 milioni di franchi, Lugano 50.4 milioni e Mendrisio 57.1 milioni.

   

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