Un concorso di idee contro le ludopatie

Non si dirà mai abbastanza quanto la dipendenza dal gioco d’azzardo stia diventando una piaga sociale sempre più preoccupante. La voglia di giocare è di per sé qualcosa di innocuo ed innato nell’uomo: i bambini iniziano a giocare per relazionarsi con gli altri e con il mondo esterno, e per imparare nuove cose. Gli adulti giocano per svago e diletto, e per trovare un momento di ristoro dagli impegni quotidiani; spesso, però, quello che dovrebbe essere un semplice passatempo diventa un’abitudine molto pericolosa. Anche se si gioca d’azzardo in modo legale, questo purtroppo non impedisce lo svilupparsi della cosiddetta ludopatia, ovvero una dipendenza che si può assimilare in tutto e per tutto a quella dall’alcool, o dalla droga. Chi inizia a giocare e a perdere, continua per recuperare il denaro perduto; al contrario, chi vince spera di vincere ancora. Si innesca in questo modo un circolo vizioso che porta non solo a dilapidare interi patrimoni, ma anche a distruggere i propri rapporti sociali, a volte arrivando ad aberrazioni in cui i genitori abbandonano a se stessi i propri figli, o madri di famiglia mentono al proprio marito pur di poter continuare ad esercitare il proprio vizio. Le istituzioni si sono dovute allertare anche in Italia per porre un argine ad un fenomeno tanto preoccupante, e sono nate diverse associazioni il cui scopo è quello di prevenire le ludopatie. Infatti, come accade per molte malattie di altra natura, il modo migliore per curarle è quello di evitarne l’insorgenza. Una di tali associazioni è il Cooordinamento contro Overdose da Gioco d’Azzardo, che è formato da 22 comuni, tra i quali si schiera in prima fila la città di Castellanza (in provincia di Varese). Il Coordinamento, affiancato anche da altri enti quali l’Ufficio di Piano di Zona di Gallarate, e l'Associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze, ha deciso di fare una mossa concreta per sensibilizzare l’opinione pubblica circa i rischi connessi al gioco d’azzardo legale, emanando un bando di concorso creativo il cui titolo è “Il Non chiamatelo gioco”. Il concorso giunge nel 2015 alla sua terza edizione, e il tema dato per quest’anno è “Il gioco d’azzardo non è… un gioco”. La partecipazione è rivolta a tutti coloro che desiderano partecipare e non prevede il versamento di alcuna quota; possono prendervi parte tanto singole persone che gruppi, ad esempio, classi scolastiche. Le sezioni del concorso sono due: la prima prevede l’elaborazione di un lavoro di grafica (ogni concorrente può produrne al massimo tre) che si può inviare in formato digitale via e-mail, o tramite link, se il file è troppo grande. La seconda sezione invece è testuale, e prevede la creazione di brevi slogan contro il gioco d’azzardo. Il termine ultimo per presentare gli elaborati è il 23 dicembre 2015, e i vincitori verranno resi noti nell’arco di un mese, entro il 20 gennaio 2016. Tutto il materiale pervenuto verrà valutato da una giuria appositamente costituita, che assegnerà i premi, che ancora non sono stati stabiliti. Questa iniziativa intende perseguire un duplice scopo: da una parte, coinvolgere attivamente la comunità nella comunicazione dei pericoli derivanti dal gioco d’azzardo; dall’altro creare degli efficaci messaggi che possano servire a mettere in guardia tutti coloro che potrebbero sentirsi a rischio di venire presi dalla “febbre del gioco”.