Il calo dei casino svizzeri terrestri

Ventuno casino terrestri situati in Svizzera hanno denotato un'ulteriore diminuzione del fatturato nel corso dello scorso anno. Il fatturato lordo delle piattaforme di gambling è calato dell'1.5% in confronto al 2012, registrando una perdita pari a 745.9 milioni di franchi, nonostante le sale da gioco recentemente inaugurate a Neuchatel e Zurigo abbiano ottenuto discreti risultati. Il gruppo regionale a capo della categoria ha criticato l'azione dei concorrenti stranieri attivi nel mercato nero, e presenti anche su suolo italiano, web compreso. Rispetto a 7 anni fa i guadagni hanno conosciuto una flessione pari al 25%, ha comunicato la Federazione Svizzera dei Casino in un documento rilasciato il 9 aprile scorso. Si evince inoltre che la quota di contribuzione delle case di gambling svizzere indirizzata all'AVS è diminuita lo scorso anno a 356.2 milioni, a dispetto degli oltre 500 registrati 7 anni fa. Oltre al mercato illegale, bisogna comunque rilevare che è la concorrenza legale, in modo particolare, a causare questa flessione generalizzata, infatti, appena oltre il confine svizzero si trovano mercati dedicati al gambling ben più floridi, tra cui quello italiano, quello francese, e quello tedesco. Ed è anzi proprio nelle regioni svizzere che si registra un alto tasso di illegalità legata al settore, con un mercato nero che occupa una percentuale enorme rispetto al fatturato totale del Paese. Senza dimenticare le piattaforme di gambling online, ormai divenuti il vero e proprio nemico da abbattere per i casinò terrestri, e che presentano la possibilità, per utenti di ogni nazionalità, di accedere con estrema facilità a servizi analoghi. La Federazione ha spiegato che i casino terrestri legali, in Svizzera risultano eccessivamente, e quasi ossessivamente, regolamentati, rendendo così sempre più difficile una raccolta significativa, che va invece a perdersi in mille rigagnoli che non fanno altro che incentivare il mercato illegale. In base ai dati forniti dalla Federazione oggi la condizione delle aziende di gambling locali è al livello della situazione precedente alla delibera, del 1993, che ha riattivato la possibilità d'esercizio ai casino terrestri in suolo svizzero, quindi una sostanziale stagnazione. Questo porta i cittadini autoctoni a rivolgersi sempre di più ai servizi esteri. Ciò, insieme ai fattori sopracitati, ha causato una depressione di mercato graduale dal 2007, con il conseguente drastico ridimensionamento del contributo delle case di gambling all'AVS. Attraverso una nuova regolamentazione del settore, soprattutto per quanto concerne i giochi in denaro, si può ristabilire una situazione, se non in crescita, almeno votata alla sopravvivenza delle imprese esistenti. La Federazione ha quindi chiesto ai legislatori di concentrarsi nuovamente sul gioco locale, non cedendo alle lusinghe di una regolamentazione condivisa per tutti i Paesi, che ha causato solo danni al settore interno del gambling terrestre. Le regole vigenti all'estero, ha ricordato la Federazione, mal si adattano alla tipologia di raccolta vigente in Svizzera e, se non si interverrà in tempo al ripristino della normativa precedente, o a una rielaborazione della stessa, i casino svizzeri potrebbero conoscere periodi ancora più neri di oggi. Dei 356.2 milioni di raccolta registrati nel 2013, 51.4 sono stati indirizzati ai diversi cantoni, mentre 304.8 sono stati destinati all'AVS. Nello specifico Locarno ha incassato 21.7 milioni di franchi, Lugano 50.4 milioni e Mendrisio 57.1 milioni.

 

Gli italiani reputano il gioco online solo una forma di divertimento

Una ricerca operata dal centro studi universitari milanese ha rilevato che, quasi la metà dei soggetti a cui è stato chiesto un parere sul gambling virtuale, ha risposto che il gioco rappresenta unicamente uno svago, oltre a essere un aiuto concreto per il Paese in termini economici. Spesso dipinto come un un pericolo a livello sociale, il gambling virtuale non è insomma quella fonte di problemi che vogliono far apparire sovente i media italiani, quotidianamente votati alla polemica più che all'informazione. La ricerca è stata realizzata da Voices from the Blogs, un'iniziativa promossa dal centro studi universitari milanese, con lo scopo di sfatare molti dei luoghi comuni diffusi dai media italiani, tra cui vi è appunto quello che scredita il gambling virtuale a prescindere. Si tratta più che altro, come spesso avviene in questi casi, di una forma di pregiudizio, inneggiato a gran voce allo scopo di ottenere più visite o letture, il tutto a discapito dei bersagli chiamati in causa, senza rispettare, sovente, il diritto di replica dei diretti interessati. Un numero davvero impressionante quello fatto registrare dal sondaggio, e indice di un mutamento di mentalità importante tra i cittadini del Bel Paese, più inclini, negli ultimi anni, a valutare con mano, prima di avventarsi in avventati giudizi. La fonte è certamente sicura, dato che il progetto istituito dai ricercatori dell'osservatorio milanese si basa su dati riscontrati empiricamente e su di un modo di operare di tipo scientifico, a differenza delle opinioni e dei falsi fatti mostrati dal giornalismo. Questa metodologia operativa consente inoltre di ricevere dati perennemente aggiornati, fornendo un panorama completo e costantemente monitorato sul fenomeno. Entrando più nello specifico, in base ai dati forniti dalla ricerca, risulta che il 41,8% degli intervistati reputa il gambling unicamente uno svago come molti altri, e solo il 16,6% reputa questa forma di intrattenimento una dipendenza. Un'opinione pubblica insomma che non risulta essere spaccata in due, o votata al linciaggio del gioco online, come in molti vorrebbero far credere, ma nettamente a favore di quello che si può considerare il nuovo passatempo preferito degli italiani. Si registra invece una percentuale, questa sì a sfavore, dell'ingerenza del Governo per quanto concerne il gambling a distanza. Infatti, circa il 30% degli intervistati ha dichiarato che il Governo italiano dovrebbe restare fuori da questo ambito, lasciando agli operatori la libertà di gestione delle proprie piattaforme. La stessa percentuale è stata registrata sul fronte di quelli che invece sono soddisfatti dell'attuale gestione del mercato del gambling online da parte dello Stato italiano. Il 24%, invece, ha rivelato di non possedere un'idea precisa in merito, confermando la mancanza di una comunicazione adeguata per quanto concerne il settore, in cui vige ancora una certa confusione tra fatti e opinioni. Un'altra questione importante è rappresentata dal perché l'utenza si dice votata all'assoluzione alla condanna del monitoraggio del gioco virtuale da parte del Governo. Circa il 40% ha ammesso di essere favorevole per il motivo che, soprattutto in condizioni di recessione, un gettito continuativo nell'erario pubblico è un aiuto significativo per l'economia nazionale. Il 12,5% si è dichiarato favorevole alle disposizioni statali perché ciò significa una tutela maggiore, grazie al controllo dell'AAMS, dei giocatori dalle truffe e dai tentativi di raggiro.

 

Nuove tasse per gli operatori del gambling online britannici

Il Governo inglese ha ratificato la nuova normativa riguardante il gambling virtuale, chiamata Gambling Licensing and Advertising. Questa normativa prevede che gli esercenti del gambling online, previa approvazione da parte della Gambling Commission, possano effettuare operazioni di raccolta. Fino a questo momento, in base al Gambling Act del 2005, gli operatori dei casino online del Paese potevano godere del diritto solo se collocati all'interno del territorio britannico, escludendo in questo modo gli operatori inglesi situati fuori dal Regno Unito. La normativa diventerà effettiva previa conferma ufficiale da parte della Camera dei Lord inglese.

A seguito della ratificazione del disegno di legge, e del Budget Announcement varato il 19 marzo, l'RGA, Remote Gambling Association, ha comunque sottolineato come l'aggravio fiscale del 15%, in materia di gambling online, rimanga comunque eccessivo, alla luce del fatto che il Governo inglese non sembra intenzionato a comunicare ulteriori “sconti” in questo senso. Ciò comporterà la crescita del pericolo che gli erogatori del gioco inglesi possano cedere ulteriori fette del mercato del gambling ai fornitori non regolamentati, compromettendo i principi dello statuto della Gambling Commission, e la normativa attuata dal DCMS. L'Ente governativo sta comunque proseguendo con la sua decisione di varare una tassa di raccolta incentrata sul gambling virtuale , specificandone i punti principali all'interno del prospetto dedicato alla nuova legge economica. Ciò si tradurrà concretamente in un'imposta obbligatoria, ad appannaggio degli operatori di gambling online che conteranno consumatori all'interno del territorio inglese, del 15% sulle somme di vincita. Lo studio in prospettiva della situazione del gambling a distanza nel Regno Unito ha rilevato che, a causa di imposte sempre più ingenti a carico dei fornitori dei servizi di casino virtuali si prevede una diminuzione del numero di erogatori legalizzati, con conseguente danno per i clienti, sia per quanto concerne il numero di servizi legali attivi, sia per quanto concerne la qualità degli stessi. Questo stato di cose rappresenterebbe una spinta per il pubblico a riversarsi all'interno del mercato nero, confermando la politica deleteria del Governo inglese in materia di gioco online. In questo modo ci si muoverebbe in direzione di una deregolamentazione del mercato, vanificando le mosse politiche attuare dal Governo sul versante opposto. Un rapporto molto significativo su questo fenomeno, è stato realizzato dalla Commissione  Cultura inglese che, in merito alle ultime disposizioni britanniche in materia di gioco a distanza, ha dichiarato che aumentando gli oneri fiscali ai danni degli erogatori del servizio, il Governo dovrebbe rendersi conto che, attraverso queste disposizioni, che appaiono più delle sanzione che delle legittime richieste d'imposta, si favorirà l'ampliarsi del mercato deregolamentato, ottenendo, in questo modo, l'obiettivo contrario rispetto a quello prefissato. Quello che appare ogni giorno più evidente è che l'Ente governativo inglese non abbia assolutamente calcolato questo rischio, spingendosi anzi sempre di più in questa direzione. Questa situazione appare ormai sotto gli occhi di tutti, addetti ai lavori e giocatori, e gli unici attori coinvolti che sembrano utilizzare i paraocchi sono proprio i responsabili di questa situazione. La Commissione Cultura si augura che possa verificarsi, nei prossimi mesi, un'inversione di tendenza, e che il Governo si assuma finalmente le sue responsabilità su questo fronte, intervenendo quanto prima in direzione di una risoluzione del problema.

   

Le vincite multimilionarie dei casino online e terrestri

Non sono pochi i racconti inerenti alle entusiasmanti vincite nel mondo del gambling. Alcune di esse hanno trasformato l'esistenza di molte persone. È sufficiente dare uno sguardo veloce ai quotidiani per rendersi conto di quanto poco è bastato, a livello di investimento, per portare a casa cifre da capogiro. Fino a qualche anno fa erano sicuramente più frequenti le vittorie basate sulle sale terrestri, oggi invece, grazie al proliferante mercato online, si contano vincite di un certo rilievo anche, e soprattutto, per quanto concerne il gambling virtuale. Il desiderio di tutti i giocatori è naturalmente quello di trasformare in meglio la propria esistenza grazie a una vittoria a più zeri, possibilmente senza investire troppo in questa speranza. Soprattutto se si tratta di poche cifre giocate non è facile trovare casi di giocatori diventati multimilionari, ma la storia recente ci ha già presentato alcuni casi che hanno del clamoroso. La vincita più grande mai registrata in un casino terrestre è di quasi 40 milioni di dollari, a opera di un turista di tappa a Las Vegas, e avvenne circa dieci anni fa. Questo jackpot, addirittura, è menzionato nel libro dei record mondiali, di conseguenza è sicuro che sia veritiera. Sempre negli anni 2000 un altro soggetto si aggiudicò una cifra analoga, inferiore dell'ordine di qualche centinaio di migliaio di dollari, e avvenne sempre a Las Vegas, a quanto pare la patria della fortuna. Ci sono poche informazioni a riguardo di questi giocatori, e ciò è abbastanza normale, perché una volta aggiudicatisi la cifra questi individui si dileguano in lidi sicuramente più felici. Ma, in questi ultimi tempi, non è difficile trovare giocatori che attraverso il mondo del web sono riusciti a fare del gambling la propria fortuna, ottenendo cifre da capogiro grazie a pochi centesimi di investimento. Parliamo ad esempio di Brian Somers, la persona che è riuscita ad aggiudicarsi un montepremi stellare attraverso una nota piattaforma di gambling a distanza. Con un investimento davvero risibile, pari a circa 20 cent, Somers, tramite una slot online, è riuscito ad aggiudicarsi più di un milione di dollari. Jackpot pazzesco se teniamo presente la cifra iniziale sborsata, e difatti lo stesso Somers ha confidato di essere rimasto per qualche minuto a fissare il monitor dopo aver visualizzato la strabiliante cifra di vincita sul display. Addirittura, ai microfoni di diversi quotidiani del settore, il fortunato giocatore ha dichiarato di aver immaginato che qualcosa si fosse inceppato all'interno della piattaforma e si affrettò quindi a resettare il pc, rivolgendosi successivamente al numero di assistenza della piattaforma. Resta una delle cifre più incredibili ottenute grazie a un servizio di casino virtuale, e siamo sicuri che questo prima non sarà scalzato tanto presto. Ritornando alle sale terrestri, è recente la news riguardante una donna di quaranta anni vincitrice di un cospicuo montepremi a Sanremo. Anch'essa in vacanza, riusci ad aggiudicarsi una cifra molto vicina al milione di euro. Questa cifra, anche se modesta se confrontata con i casinò terrestri americani, risulta la più grande mai ottenuta a Sanremo, per di più attraverso una slot, dedicata al mondo di Star Wars, molto famosa. Invece, per quanto concerne la Laguna, si registra l'incasso di tre montepremi del valore di 40mila euro.

 

La popolarità del gambling on line

A ridosso del 2000, in concomitanza con il boom di internet, molte attività legate al commercio on line sbarcarono sulla rete. Tra queste il gambling, settore già ampiamente radicato nella cultura popolare terrestre, iniziò a conquistare gli spazi virtuali grazie alla lungimiranza dei primi fornitori del nostro gioco elettronico preferito. È intorno alla metà degli anni 90 che si affacciano quindi le prime piattaforme di gambling online, attraverso cui si poteva giocare realmente, per arrivare, una decina di anni dopo, a generare un vero e proprio mercato globale, dal valore complessivo di circa 30 miliardi di dollari. Il numero di società erogatrici, da allora, sono aumentate esponenzialmente, generando una concorrenza, e quindi una quantità dell'offerta, che pochi settori commerciali, anche terrestri, possono vantare. Infatti, dal 1996, anno in cui si calcolava che arrivassero appena a dieci le piattaforme di gambling virtuale, a oggi, in cui si calcola che siano più di 2500 operatori attivi, la crescita è stata davvero incredibile. Questi risultati sono sbalorditivi soprattutto alla luce del fatto che questa industria è, con i suoi 20 anni di attività, molto giovane. Molti degli operatori che detengono le maggiori quote di mercato del gambling on line si sono trasformate in compagnie pubbliche di grande prestigio, entrando in borsa al fianco dei più celebri marchi del commercio terrestre. Come, tra le altre, PartyGaming, entrata a far parte del London Stock Exhange in modo entusiasmante, e Bwin, quotata dal 2000 con grande successo. I primi anni del mercato del gioco virtuale si contraddistinsero, comunque, dalla precarietà. Diverse nazioni europee, preoccupate dal binomio web e gioco tardarono nel fornire una legislazione ufficiale, causando al gambling a distanza una proliferazione secondaria, che dovette bypassare l'assenza di un apparato legislativo valido. Nacquero in questo modo le società offshore, situate legalmente in luoghi in cui vi era la possibilità di fondare un'impresa nuova, come quella del gioco online, potendo contare su pressioni fiscali meno rigide rispetto ai Paesi di origine. A inizio 2000 questo settore conobbe un'impennata vertiginosa in quanto a celebrità, soprattutto tra gli utenti rimasti orfani di una legislazione nazionale che li tutelasse in quanto giocatori. Ma i legislatori statunitensi, letteralmente sopraffatti dal successo dei casino online, intentarono uno stratagemma per bloccare la diffusione di questo fenomeno, attraverso la Unlawful Internet Gambling Enforcement Act, una legge che vietò, dalla sua ratificazione, agli Enti economici degli Stati Uniti di instaurare rapporti finanziari con le società erogatrici del gioco virtuale, escludendo da questo patto le lotterie nazionali. Questa azione confermò a pieno regime l'aperta ostilità del Governo americano nei confronti degli operatori di gambling situati all'estero. Questa politica, però, non portò ai risultati sperati, alla luce del fatto che gli utenti degli States continuarono a utilizzare i servizi di gambling on line forniti da società estere, vanificando il proibizionismo di matrice governativa. Dal 2006, a seguito della regolamentazione del gioco online in altri Paesi avanzati, soprattutto europei, l'atteggiamento del Governo federale nei confronti degli operatori nazionali,cambiò progressivamente, dando adito a una serie di leggi favorenti l'apertura di un mercato autonomo, quale oggi sta diventando quello americano. Il fenomeno del gioco d'azzardo in rete sta quindi rappresentando un notevole aiuto, sul fronte fiscale, per l'erario degli Stati, in modo particolare per quelli in difficoltà.

   

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