La comunicazione di ADM a Snai riguardo alle licenze

L'ADM ha erogato una comunicazione rivolta a Snai evidenziando come, nel nostro paese, allo scopo di effettuare la raccolta, sia necessaria una delibera da parte del governo. L'ente ha erogato al tar laziale una denuncia nei confronti di ADM, a seguito della domanda posta dalla stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si tratta, in ogni caso, di un evidente atto provocatorio, alla stregua di quanto si evince da un comunicato erogato mesi fa ad ADM. L'ente domanda l'erogazione di una specifica concessione, alla stregua della vigente situazione amministrativa, finanziaria, e concernente il fisco, per quel che riguarda l'erogazione di decreto sancita dall'Unione Europea, circoscrivendo il fatto che, gli operatori non presentanti la delibera, ma che hanno ottenuto una concessione non nazionale, e che, qualora non si presentasse una comunicazione non favorevole, l'ente si troverà obbligato alla totalità delle operazioni di salvaguardia di fronte agli appositi tribunali regionali. All'interno del documento viene sancito che i risultati ottenuti secondo la sentenza UE risultano rinvenuti dagli enti giudiziari e dalle forze dell'ordine del paese, agendo così in modo che le questioni concernenti la tutela del pubblico in base alle normative Tulps, l'attività di ottenimento delle quote non risulta vietato agli operatori del nostro paese, i quali possono inoltrarsi all'interno del territorio italiano in modo diretto, secondo le clausole stabilite dalla UE in merito al diritto all'esercizio e alla erogazione di servizi da gioco pubblico. L'ente sottolinea anche come questo stato di fatto risulti essere un rovesciamento di quell'atteggiamento espansionistico nei confronti del gambling mostrato dallo stato nel momento in cui vi era necessità di ottenere utili per le casse statali. Il punto della questione rimane quello legato al fisco, ma quanto dichiarato risulta essere controcorrente rispetto alle manovre di uno stato di licenza il quale orienta in modo consistente il mercato. Ciò che si sviluppa in modo chiaro è l'incompatibilità di questo modello rispetto ai limiti impostati rispetto alla liceità di un sistema che si basi prevalentemente sulla riscossione unica, senza intermediazione di una rete di concessione adeguata. Questo stallo dovrà essere pertanto travalicato da una commissione in grado di stabilire la tutela normativa consona allo scopo di operare secondo l'esercizio approvato in sede Europea, secondo il diritto di costituzionalità del decreto di concessione. ADM ha espresso oggi a Snai quelle che sono le vigenti disposizioni normative, ampiamente conosciute dal gruppo. La concessione rimane pertanto una pratica anomala all'interno del contesto europeo, e che si presenta unicamente nel nostro paese con caratteri di coercizione, trattandosi in buona sostanza, come specificato dalla note dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un fattore invalidante e non incluso all'interno del quadro normativo europeo. Pertanto la domanda di ADM era, come è stato ampiamente sottolineato in seguito, rivolta a una evidenziazione del problema, secondo quelli che sono i piani dei Monopoli per il prossimo futuro. Si parla infatti di pratiche rivolte alla spoliticizzazione dell'ambito nella misura in cui tali leggi rappresentino un unicum all'interno del mercato europeo, in vista di una più ampia stesura della disciplina rappresentante la questione dell'erogazione dei servizi di gioco pubblico a livello nazionale, secondo i parametri stabiliti dall'ente governativo in ottemperanza a quelle che sono le disposizioni dettate dall'Unione Europea secondo decreto.

 

La contraddizione sul gambling italiano

Recentemente Stefano Bartezzaghi, glottologo, all'interno delle pagine di un noto quotidiano italiano, ha parlato a riguardo di una parola poco utilizzata ma che presenta un significato molto interessate: esulianza: Attraverso questa espressione ci si riferisce a un fenomeno per cui si evita di trattare un fatto o fenomeno alla luce del fatto che questo fenomeno rappresenti una difficoltà, a causa di evidente alienazione da esso, o per fattori riconducibili a una sorta di invidia. Una espressione che rappresenterebbe nel modo più lampante la situazione degli operatori della filiera del gambling, e la relativa mancanza di dati veritieri riguardo all'ambito all'interno del contesto mediatico, caratterizzato anzi da un gran numero di insinuazioni concernenti manovre di politica poco trasparenti e anzi piuttosto cieche e aggressive. Questa parola dunque illustrerebbe in modo lampante l'ambito, allo scopo di spiegare, in modo chiaro, l'assenza di parole integrale, per quanto concerne i mass media italiani, sul gioco pubblico, che siano in grado di rendere trasparente la condizione del settore, all'interno di una situazione che si presenta con numerose contraddizioni di fondo. Parallelamente al fatto che, all'interno di programmi televisivi e all'interno dei giornali italiani, si inscenano le più bieche accuse senza cognizione di causa rivolte all'ambito. Questo contemporaneamente al fatto che, il decreto stabilità riguardante il gioco, alla stregua di quanto risulta essere trapelato da più fronti politici, potrebbe inserire il settore in condizioni più precarie di quelle vigenti attualmente. Sembra infatti che non vi siano soggetti disposti a comprendere il fatto che, nell'ombra rispetto all'ambito del gambling chiacchierato, si trovi una filiera attiva e funzionante ormai da anni, e in grado di erogare lavoro in quote sicuramente significative. Si tratta di un ambito ad alto tasso di produttività, il quale contempla svariati settori di azione concernenti l'economia, il sociale e, appunto, lo stato. Situazioni che la politica italiana dovrebbe tenere anzi in stretta considerazione, per quanto concerne gli equilibri del nostro paese. Tale situazione, in ogni caso, rischia di non essere contemplata a dovere, e anzi si trova in uno stato di perenne silenziamento, ed è proprio qui che la parola esilianza trova la sua più chiara collocazione, in modo particolare ai nostri giorni, trattando l'ambito del gioco pubblico nostrano. Sappiamo bene quali sarebbero le rimostranze da parte del popolo dei detrattori, a riguardo del costo sociale della lotta agli abusi, da parte dei soggetti deboli, dei suddetti servizi. Obiezioni assolutamente legittime, qualora non fossero suffragate da notizie false o informazioni irreali riguardo al fenomeno. Ed è appunto in tale scenario che si presenta la più lampante contraddizione di fondo, nel momento in cui la soluzione sia da riferirsi unicamente a un incremento delle tassazioni nei confronti dell'ambito. Viene infatti spontaneo pensare, di conseguenza, quale potrebbe essere una soluzione in linea con il debellamento dell'abuso di servizi da gioco l'aumento delle imposte per gli esercenti. La risposta potrebbe trovarsi nel disincentivare i fornitori a fornire servizi da gioco, semplicemente. Peccato, in ogni caso, che la situazione non sia così semplice, alla luce del fatto che a una diminuzione dei fornitori di gambling legittimi equivarrebbe l'incremento degli operatori illegali, il tutto senza considerare i disagi a livello sociale e di tutela dei consumatori conseguente. Fatto su cui, è bene precisarlo, bisognerebbe pensare.

 

Gioco pubblico: ancora sulla tassazione Preu

Alla luce del fatto che il governo nostrano si sia contraddistinto da anni per una presa di posizione in molti casi sibillina, e sovente contraddittoria, nei confronti del gambling, l'apice di tale atteggiamento è stato riscontrato nel recente periodo, attraverso l'erogazione del decreto legislativo di stabilità e attraverso la stesura da parte degli operatori di governo, la quale eroga e accosta le disposizioni parlamentari. Pesino uno sguardo non concentrato e profano nei confronti dell'ambito del gioco pubblico sarebbe in grado di cogliere le ingenti contraddizioni che contraddistinguono le recenti disposizioni varate dell'attuale governo nei confronti del settore del gambling nazionale. L'evidente contraddizione in confronto alle decisioni perpetuate dagli addetti al controllo durante i vari periodi di emanazione di leggi rivolte all'ambito si palesano con l'intervento governativo recente. Anche se con significative riserve, non risulta esserci alcuna discussione concernente l'erogazione del gambling e, nello specifico, in confronto alle situazioni presentatisi presso le aree circoscritte alla realtà locale, ma mantenendo determinati punti fissi riguardati l'attuale normativa. Sopra ogni altra cosa la questione riguardante la struttura delle concessioni in quanto emblema della monitorizzazione dell'ambito del gioco pubblico. In definitiva, riguardo a tali clausole è stata edificata una legislazione di delega la quale si protrarrà negli anni a venire, attraverso l'idea di una opera riformatrice per l'ambito che sia in grado di portare l'ambito a un livello di tutela adeguato con le esigenze attuali, e primariamente tutelare i giocatori, a livello nazionale e locale. Attraverso un cambio di rotta deciso per il comparto, alla luce del fatto che il decreto riguardi inoltre la commutazione del piano del fisco e della regolamentazione riguardate il settore del gambling italiano. Si tratta di azioni da prendere come oro colato, in definitiva. Risulta comunque importante, in tale direzione, che la conferma dell'ente governativo nei confronti di tali questioni sia in linea con le esigenze di operatori e giocatori. Ma in definitiva, la ratifica della normativa sulla stabilità recentemente consegnata alla camera, comunicata in quel di Bruxelles, potrebbe causare disagi per quanto riguarda l'insieme delle iniziative menzionate sopra. Su tutto, producendosi in una eliminazione, anziché corroborazione, dei sistemi concessori, avviando una specie di rispetto della filiera non italiana la quale è sempre stata reputata una malattia del sistema del gioco pubblico italiano, e non unicamente una concorrenza illegale. Il fatto che questa sia considerata anzi un bacino da cui attingere problematizza la questione oltre ogni più ragionevole dubbio, ma su questo il governo dovrà ancora prodursi per una circoscrizione del problema, e l'erogazione di leggi in linea con quelle che sono le esigenze del sistema paese, in riferimento al comparto del gambling nazionale. Fra le altre cose, l'incremento dei prelievi riguardante i sistemi da gioco contemplato all'interno del decreto legislativo, si produrrebbe in una sabotazione dei termini erogati dagli operatori di delega, sempre se non si intenda commutare ora la strutturazione del prelievo fiscale, allo scopo di incrementarne le istanze ed esigenze nei prossimi tempi, in quanto avverrebbero delle circoscritte decisioni in termini di legge le quali andrebbero a inficiare quelle che sono le disposizioni chieste dalla filiera del gioco in tempi recenti. In ogni caso si attende di conoscere gli effetti della legge di stabilità allo scopo di pensare alle disposizioni da attuare.

   

Addio lotterie, l'Italia in crisi gioca alle Slot Machine

Gli italiani è un popolo di scommettitori, che oramai si stanno stufando di piazzare scommesse e non riuscire mai a vincere, perdendo sempre. I giochi, come le lotterie tradizionali, promettono molto, con tanta pubblicità, ma rendono poi ben poco. Le slot machine, come quelle che si trovano sul sito MachineSlotOnline.it, insieme alle video lottery, piacciono sempre più, ma pagano vincite minime, che vengono immediatamente rimesse in gioco, perdendole. Secondo i conti prodotti dal Tesoro Italiano nel 2012, l'entrata fiscale, che proviene da questi giochi, è calato del 6%, che corrisponde a circa 800 milioni di euro in meno. Ma anche calando il gettito fiscale, cresce sempre più il numero di giocatori affetti da patologie: infatti, nel nostro paese, sono presenti quasi 200mila i dipendenti gravi da gioco e quasi, cinque volte tanto, quelli a rischio.

La relazione annua, delle entrate del 2012, stilata dal Ministro dell'Economia, evidenzia che l'IMU ha prodotto allo Stato ben 14 miliardi in più, rispetto agli anni passati. In tempo di crisi, invece, l'entrate relative all'IVA sono diminuite del 5% quasi, mentre, il mondo del gioco d'azzardo, ha portato un'entrata importante, con una controversia, ovvero, quella relativa alla salute e al benessere di ogni singolo cittadino. Secondo il MEF, l'entrate dovute dai giochi in Italia sono calate drasticamente, infatti nel 2012 si ha una perdita di quasi 800 milioni di euro: tutte queste sono date dalle lotterie nazionali come il lotto o il superenalotto, mentre, le slot machine, continuano col tempo, a portare nelle casse dello Stato, proventi sempre più redditizi.

Legalizzando il gioco d'azzardo, in Italia, nel 2011, lo Stato ha prodotto circa 13 miliardi di euro, mentre per l'anno appena passato, le casse dell'erario hanno perso esattamente 789 milioni di euro. Pel le casse dello Stato, questo si, può essere considerato un male, ma è tutto di guadagnato per la salute e per le tasche dei cittadini, che investono sempre meno soldi, in questi giochi. 

La popolazione italiana gioca sempre più alle slot machine, ed è il solo ed unico settore in crescita, che viene controllato dallo Stato. Le scommesse per questi giochi sono minime, a volte non superano i 2 euro, ma sono ripetute, ed indirettamente creano una dipendenza nel giocatore, assai difficile da resitere, quanto da sostenere. In più, dal 3 dicembre scorso, sono state introdotte anche nel nostro Paese, le Slot Machine Online ed è un fenomeno che è destinato a crescere sempre, e sempre più.

Ormai, le "vecchie" lotterie come il Superenalotto, il Lotto, Win For Life, i Gratta e Vinci e le scommesse sportive sono in grande ascesa, a causa della grande concorrenza che l'online sta proponendo sempre più, ma non solo: ad esempio, lotterie come il Lotto e il Superenalotto, restituiscono, in caso di vincita, il 45% dei soldi raccolti dalle scommesse piazzate, mentre, le slot machine online danno fino al 96% della raccolta.

Tutto ciò porta al peggioramenteo della salute e della vita della popolazione italiana. Secondo le testimonianze del direttore del Dip. Patologia Dipendenze AslTo3, Jarre Paolo, sono circa un decimo della popolazione, gli scommettitori assidui che scommettono cifre importanti intaccando i propri beni personali, mentre, circa un milione, quelli che giocano, riscontrando poi, problemi familiari, relazionali e sul fronte del lavoro. Il direttore evidenzia, che essendo in tempi di crisi, la gente non si risparmia, anzi, è più propensa a rischiare, dato che non ha nulla da perdere, ma specialmente, tiene a sottolineare che l'offerta aggressiva dei giochi è una causa fondamentale, per l'espansione della patologia da gioco.


 

Incrementi fiscali per il settore del gambling

Nuovamente, come nel 2013, con l'avvicinarsi del termine dell'anno viene prospettata l'erogazione di un inedito piano economico allo scopo di riassestare i conteggi. Nulla di nuovo dunque, dato che, fra le decisioni parlamentari, si presenta la legge riguardante un aumento dei prelievi per quanto concerne il settore del gambling. Ma, in questo caso, la situazione si prospetta alquanto complessa, e sicuramente non senza effetti collaterali, alla luce del fatto che, attualmente, non si presentano nuove condizioni per impostare un altro aumento concernente i dispositivi da gioco. Allo scopo di comprendere ciò è sufficiente monitorare i ricavi garantiti dagli operatori. Oppure, ben più veloce, domandare un riscontro all'AAMS, la quale, in questi giorni, ha consegnato al governo un resoconto in cui rileva, in modo esplicito, la condizione non rosea dell'ambito. Attraverso una diminuzione della diffusione concernente le videolottery e le slot terrestri pari al 4.83 per cento, incrementata dalle informazioni riguardanti gli operatori presenti all'interno della lista operatori registrati, presenti approssimativamente in ventiquattromila. Cifre sicuramente eloquenti e che possono generare specifiche considerazioni tecniche, al di là della disquisizione economica in base a cui quando si parla di incrementare il prelievo fiscale si parla di un incremento delle quote associate al gambling. Innanzitutto bisognerebbe domandarsi se in parlamento si sono accorti che una manovra concernente un incremento delle tassazioni per il settore risulta già varata. Attraverso la legge AAMS riferibile al mese di ottobre di tre anni fa, fra le procedure concernenti il gambling nazionale, allo scopo di incrementare il prelievo, insieme all'incremento dell'imposta stabile concernente le videolottery, arrivata al cinque per cento dall'inizio dello scorso anno, era stato contemplato inoltre un aumento dell'imposta concernente le nuove slot machine, aumentata lo scorso anno, per la quale si prospetta un altro aumento a cominciare dal prossimo anno, nel momento in cui si andrà dal 12.7% attuale al 13% previsto, riguardante le quote di vincita. Non va dimenticato anche, che, per quanto concerne le videolottery, risulta recentemente stato emesso un decreto concernente l'imposta sulle quote vinte maggiori di cinquecento euro complessivi. In ogni caso, imposte e aumenti non rendono esenti l'ambito del gioco pubblico. Comunque, il pensiero, da parte della politica, di portare nuovamente al rialzo questi conti risulta essere sicuramente pericolosa, e non unicamente per quanto concerne gli operatori. Dinanzi alla recessione finanziaria e alle condizioni sociali del nostro paese, ogni mese più allarmanti a causa della stretta dell'UE, l'aumento delle imposte riguardanti il gambling viene vista in quanto a una condizione che non danneggia i cittadini italiani. Di primo acchito pure favorevole, per quanto concerne, secondo l'opinione dei politici, la questione etica. A maggior ragione se all'interno del parlamento di eserciterà in quanto situazione sostitutiva per un ulteriore aumento dell'imposta sul valore aggiunto, o in merito ad altri prelievi fiscali. È un dispiacere, in ogni caso, che tali manovre non contemplino la situazione in seno all'ambito, e quella complessiva dell'Italia, in cui vi è tutt'ora presente un settore illegittimo che non risulta essere stato arginato, e che al contrario risulta in ascesa nel caso in cui le scelte politiche dovessero risultare non lungimiranti. Allo scopo di allontanare tale rischio risulta importante settare una soluzione commerciale per il settore legale che risulti più favorevole rispetto a quella illegale.

   

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