Non legittima l'ordinanza sulla chiusura delle sale da gioco

Enti provinciali e regionali indipendenti non risultano essere i gestori dell'amministrazione locale per quanto concerne la sicurezza pubblica, in ciò che riguarda la tutela da azioni fraudolenti e la prevenzione dai rischi. Si tratta della causa che ha fatto sì che i magistrati  lombardi accettassero le rimostranze a opera di un negoziante che domandava l'annullamento del decreto legislativo riguardante l'accorciamento dell'orario di uso dei servizi di gambling legali collocati presso le attività private e i negozi cittadini, varata dalla giunta comunale di Bresso, Milano. In seguito all'aver portato a esempio, insieme ad altre documentazioni, una delibera del 2010 che ha stabilito gli obblighi del potere amministrativo e legislativo in materia di tutela dei cittadini, i magistrati hanno specificato che, attraverso la commutazione riguardante il titolo quinto, il governo nazionale ha assunto la giurisdizione per quanto concerne le materie sopraelencate. Per quel che riguarda invece la podestà di provincia e regione rimasta, e non validante, si è assistito allo spostamento delle competenze alle forze dell'ordine. In merito all'impellenza  di un comune accordo tra polizia statale e comunale, l'articolo numero 118 della Costituzione ha decretato il passaggio delle competenze allo Stato per ipotetiche azioni di gestione di pubblica sicurezza e tutela del cittadino. All'interno del decreto si delineano i punti di vicinanza con l'articolo 54, lemma 4, del decreto legislativo 267 del 2000, in cui è specificato che la giunta comunale, in quanto membro governativo delegato, rispetta, in merito ad azioni causate da situazioni transitorie e impellenti in ottemperanza alle regole complessive della normativa, i canoni costituzionali allo scopo di salvaguardare la sicurezza del cittadino e l'ordine pubblico. Le azioni di rischio già annoverate in modo preventivo e divulgate alla prefettura allo scopo di attuare le manovre indispensabili al debellamento degli stessi. Nel decreto in oggetto si menziona anche che la antecedente elaborazione della normativa è risultata non idonea da parte giudiziaria in base alla dichiarazione numero 115 del 2011, nello specifico per la sezione che contemplava la parola - anche - prima delle espressioni - urgente - e – contingente -. Una evidente delucidazione, secondo il Collegio, dell'adeguamento della podestà dell'organo comunale. Attraverso una determinata analisi del fatto relativo ai tempi di attività degli esercizi di gambling appare necessario riprendere l'ordinanza mossa dalla UE, e nello specifico dalla Corte di giustizia, che afferma che nell'analizzare in modo dettagliato l'ottemperanza contenuta negli articoli 43 e 49 della normativa comunitaria europea, per quanto concerne la delibera sugli orari e le locazioni degli esercizi, è stato confermato, in ottemperanza con le antecedenti delibere, che lo scopo pertinente alla battaglia nei confronti della delinquenza è sufficiente nell'appoggiare le limitazioni alle decisioni precipue inerenti a questo decreto, dato che queste limitazioni riguardino il decreto di proporzione e nell'ordine per cui gli strumenti utilizzati risultino sistematicamente coerenti. In base a questi emendamenti l'organo centrale ha deliberato che, se non presente un decreto che chiaramente bloccasse per tutta la giornata l'esercizio di gambling, era necessario rispettare, quindi, per l'organo comunale, la tassatività nel mostrare le motivazione di una specifica restrizione degli orari, in ogni caso riguardante l'attività svolta. Gli esercizi menzionati, infatti, non fanno parte del panorama applicativo delle ottemperanze riguardanti il gambling regionale, dato che le corrispettive licenze risultano consegnate alla questura negli anni 2011 – 2012.

 

Il successo del gambling mobile

Il trend è conosciuto da tempo ormai, e i risultati registrati non hanno fatto altro che corroborare questa situazione positiva. Stiamo parlando del successo riscontrato in questi ultimi mesi dal gambling virtuale, che sta spingendo la maggior parte delle aziende del settore a scommettere in modo significativo su questo fronte. Ciò che sta rendendo questo successo ancora più lampante è l'avanzare dei servizi di gambling portable, quindi per tablet e smartphone, a velocità doppia rispetto ai medesimi servizi presenti sui computer casalinghi. È un sondaggio realizzato da Audiweb che rende esplicito questo fenomeno, e pare che l'utilizzo dei nuovi touch screen sia diventato il modo prediletto per interagire con queste piattaforme, scavalcando, di fatto, l'uso dei tradizionali sistemi di controllo. Il boom di queste periferiche è avvenuto, in particolare, nel mese di marzo di quest'anno, un periodo in cui sono stati registrati un gran numero di accessi attraverso i sistemi portatili. Si calcola infatti che 4.4 milioni di utenti, nel nostro paese, hanno utilizzato apparecchiature portatili per accedere a internet allo scopo di usufruire di servizi di gambling. Per quanto concerne invece il metodo tradizionale, si calcola che i giocatori che hanno usufruito di servizi di gambling online siano 5.3 milioni. Il sondaggio, realizzato in partnership da Memis, Doxa e Nielsen, fa registrare un ulteriore dato che rappresenta un'assoluta novità per il settore. Confermando che il numero di utenti che utilizza i servizi mobile sia significativamente maggiore rispetto a quelli che utilizzano i sistemi tradizionali, si registra anche che un gran numero di giocatori, per una quota pari a 7.2 milioni, utilizza entrambi i sistemi. Quindi circa il 90% dei giocatori italiani, compresi in una fascia di età che va dai 18 ai 24 anni, può legittimamente confermarsi multipiattaforma, nonostante una spiccata preferenza nell'utilizzare gli apparecchi portatili per questa specifica attività. Per quel che riguarda infatti l'uso dell'uno piuttosto che dell'altro sistema si registra che il 55% dell'utenza di questa fascia preferisca utilizzare i sistemi online tramite dispositivi portatili. Parlando invece di internet tout court, si rileva che l'utilizzo di servizi online attraverso dispositivi portatili va soprattutto in direzione dei network sociali come Facebook e Twitter, e si sta parlando di una quota pari al 59%. È comunque risaputo, e confermato da attendibili dati di mercato, che molti utilizzatori di social network siano anche amanti del gambling virtuale, e sovente utilizzino canali sociali per le loro partite online. La ricerca di Audiweb ha rivelato inoltre che esiste un gran numero di persone che utilizza i dispositivi tradizionali per accedere a siti di informazione, e la quota di utenti in questo caso è del 79%, sicuramente significativa. Sempre sul fronte dei computer casalinghi si registra un utilizzo massimo dei servizi di posta elettronica, pari all'86% dell'utenza generale. Per quanto concerne il lasso di tempo prediletto per l'utilizzo delle suddette piattaforme, la maggior parte degli utenti pc preferisce utilizzare il computer durante le ore pomeridiane, invece i servizi mobile conoscono un orario ben più ampio, che ricopre tutta la giornata, e che va, in special modo, dalle nove di mattina, alle ventuno di sera. Tenendo sempre presente il cambio di utenti dai 18 ai 24 anni di età, si rileva che, a seguito dell'abbandono della tv, si registra quello dai computer fissi.

 

Abolito il disegno di legge europeo sul gambling online

A riguardo della comunicazione del Premier, in aula del Senato, in riferimento all'incontro preliminare inerente al Consiglio UE che avverrà in data 26 e 27 giugno, e nello specifico in riferimento alle manovre da attuarsi durante la presidenza italiana in Europa per i seguenti sei mesi, si segnala il rifiuto della normativa comunicata dai senatori appartenenti al Gruppo Misto, fra cui Uras e De Petris, che domandavano, fra le altre proposte, di ratificare per l'Europa imposte bastate sulle transazioni di credito offshore, per tutte quelle aree che non prevedono la tracciatura bancaria. Preventivamente, i soggetti che hanno redatto la richiesta, hanno menzionato la legge di stabilità per l'anno in corso, che introduceva la web tax, in seguito cancellata attraverso il decreto legislativo 16 / 2014, per quelle società della rete, tra cui Amazon, Apple, Facebook, e Google, con l'obbligo di fatturazione degli interi capitali ottenuti su suolo italiano, attraverso gli spazi promozionali, il commercio online, e il gambling. Capitali che attualmente, senza un decreto in materia, prevedono la fatturazione in aree che presentano un gettito fiscale contenuto. La medesima normativa, a ridosso della sua cancellazione, prevedeva anche che le fasce promozionali sul web e gli indirizzi presentanti sponsor presenti sui motori di ricerca e visionabili nel nostro base, nel corso della visione di un dominio, o l'utilizzo di una piattaforma virtuale, venissero comprati da attori commerciali quali motori di ricerca, concessionarie pubblicitarie, ed editori, possessori di partita iva registrata in Italia, ed erogati unicamente attraverso bonifici postali e bancari, o altri eventuali sistemi che consentano una tracciatura fiscale. La medesima proposta è stata oggetto di una discussione parlamentare alla Camera. Per quanto concerne invece il piano regionale si registrano le rimostranze, da parte di IDV e UDC, inerenti alla proposta legislativa riguardante il gioco in Umbria. Oliviero Dottorini e Sandra Monacelli, rispettivamente membri di IDV e UDC, mostrano la propria contrarietà nei confronti della giunta umbra, alla luce del fatto che quest'ultima si è prodotta nel vaglio di una differente proposta di legge sul gioco, nonostante i richiami e le proposte presentate dai firmatari della legge sull'abuso di servizi di gambling, attualmente in fase di presa decisionale presso l'Assemblea regionale. Secondo Dottorini e Monacelli si avrebbe a che fare con una decisione presa in extremis, e avente come scopo quello di fare proprio un decreto a scopo di propaganda elettorale. Per i due, infatti, non esiste un'altra interpretazione in riferimento alla faccenda, dato che l'Assemblea si sta producendo, da diversi mesi, in operazioni dedicate al gambling online e alla lotta all'abuso di servizi da gioco. La proposta iniziale è stata prodotta dalla Monacelli due anni fa, a seguito della proposta a opera di Dottorini. Per questa legge si prevede l'unificazione del blocco di normative all'interno di un testo unico avente come obiettivo quello di garantire la piena osservanza di un corpus unico di leggi in materia di gambling. Per i membri di IDV e UDC, l'ultimo decreto proposto dalla giunta riguardante il gioco pubblico, si tratta di un mero plagio delle normative già presentate, un'azione che poteva essere ampiamente evitabile, e non per quanto riguarda la legittima rilevanza dell'argomento, ma per via di un continuo procrastinamento che, a ora, potrebbe vanificare i risultati ottenuti.

   

Il gambling nel Mezzogiorno italiano

Il sociologo Marco Fiasco ha prodotto uno studio riguardante il gioco in Italia, rilevando che, per quanto riguarda le 25 provincie più popolose e in cui la percentuale di utilizzo di servizi di gambling è maggiore, 11 si trovano nel Mezzogiorno, 5 nel Centro Sud, 2 nelle regioni del Centro, 3 in quelle del Centro Nord, e 4 nel Settentrione. La città partenopea è il solo centro urbano a oltrepassare, in quanto a spesa, il 5% del reddito dei singoli giocatori, che si attesta quindi a un euro per ogni venti euro. Lo studio, denominato Il gambling e la sua influenza sulla società italiana, è stato divulgato l'11 giugno all'assemblea delle Fondazioni anti-usura, indetta presso la Caritas romana, in collaborazione con la Consulta Nazionale. In basi ai dati forniti da Fiasco, le zone provinciali accumulano attraverso il gambling numeri maggiori in termini di reddito pro capite, e si rileva inoltre una maggiore diffusione del fenomeno nel Mezzogiorno, a parte casi analoghi registrati a Rimini e Pavia. Una situazione simile, anche se con quote di minore rilevanza, si registra nelle zone di riviera, e nelle aree di unificazione di diversi Comuni in prossimità dei confini nazionali, attraverso la collocazione di casino attivi ben prima che il fenomeno del gambling spopolasse nell'intero paese, tra cui Verbania, Sanremo, Imperia, Campione d'Italia, e Como. Questi luoghi godono tutt'ora di un ampio successo grazie alla loro territorializzazione ormai pluridecennale, e per rappresentare allo stesso tempo mete ambite per il turismo internazionale. Lo studio, realizzato attraverso strumentazioni e metodologie ad alta efficienza tecnologica, hanno rilevato una distribuzione ancora presente di servizi illegali, che rappresentano il primo nemico del gioco liberalizzato, e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana. Secondo la ricerca il gambling possiede un effetto negativo per quanto riguarda la crisi economica nazionale, incrementando la diminuzione delle entrate all'erario statale. Per via di operazioni che, teoricamente, dovrebbero portare entrate allo stato, si producono indebitamenti per le amministrazioni locali, a causa di spese per fare fronte alle manovre dedicate al gioco. In merito a iniziative legate al mondo del gambling è utile segnalare il progetto realizzato dalla Libera Università degli Studi Sociali, e intitolato Gioco Lecito. L'iniziativa, istituita in collaborazione con Confindustria Sistema Gioco Italia, ha portato 30 studenti liceali a partecipare a un incontro con importanti addetti del settore del gambling in Italia, allo scopo di indire un confronto approfondito sul gioco pubblico. L'iniziativa ha dato inoltre la possibilità agli studenti in questione, selezionati in base ai risultati conseguiti in Storia e Italiano, di ottenere quattro crediti universitari, che andranno rappresentare un aiuto per un eventuale piano di studio accademico. Tramite incontri che hanno coinvolto ricercatori e docenti di sociologia, comunicazione, diritto, marketing, ed economia, per gli studenti si è presentata l'opportunità di conoscere un settore complesso come quello del gambling legale. L'intento di Confindustria e di Luiss è quello di portare gli allievi a confrontarsi con consapevolezza con un ambito che sta acquisendo sempre più rilevanza nel nostro paese, e che si è già introdotto da alcuni anni all'interno del dibattito universitario. Una approfondita disamina sugli strumenti necessari a comprendere, senza  pregiudizi, il fenomeno, secondo gli organizzatori di Gioco Lecito, potrebbe portare gli allievi a interessarsi con il giusto occhio critico nei confronti del gambling.

 

I numeri del gambling nel Regno Unito

Dal mese di aprile del 2012 a quello di marzo del 2013, il mercato inglese del gambling, gestito dalla Gambling Commission, ha raccolto 6.3 miliardi in sterline, per un equivalente di 7.761.087.853 euro, registrando un incremento di 0.44 miliardi in confronto al medesimo lasso di tempo nel biennio 2011 – 2012. In questo settore, l'ambito del gambling live è quello che detiene la più grande fetta di utenza, pari al 51%, davanti ai casino terrestri, a quota 15%, e ai casino online, a quota 13%. Sul fronte dei servizi live, le entrate sono in aumento. Per quanto concerne il periodo in oggetto, quello i cui dati risultano confermati, è stato registrato un guadagno pari a 961.01 milioni in sterline, in confronto agli 860.77 milioni registrati nel biennio 11 – 12, 797.45 milioni del biennio 10 – 11, 752.74 milioni del biennio 09 – 10, 806.88 milioni del biennio 08 – 09. Aumenta inoltre il quantitativo di operatori presenti sul mercato, per un settore, quello del gambling, che registra su suolo inglese 107.791 lavoratori. Nel periodo che va da aprile 2012 a marzo 2013 gli occupati nel settore del gambling risultano essere 14.737, per un aumento graduale, dal 2008 rispetto al periodo precedente. La ricerca di mercato menziona che, in base al Gambling Act ratificato 9 anni fa nel Regno Unito, vi sono 16 municipalità in cui ipoteticamente è consentito erogare servizi di gambling. Più nello specifico, questo vale per le municipalità di Wolverhampton, Torbay, Swansea, Scarborough, Luton, East Lindsey, Galloway, Dumfries, North East Somerset, Bath, Southampton, Solihull, Newham, Milton Keynes, Middlesbrough, Leesd, Kingston – upon – hull, e Grat Yarmouth. Sono vigenti però delle restrizioni per quanto riguarda specifiche municipalità, dato che in alcune città non è consentito erigere casino di grandi dimensioni, ma entro una metratura prestabilita dall'amministrazione, che, in ultimo, si basa sull'estensione del centro urbano. Lo scorso anno, in autunno, sono stati realizzati due nuovi casino di grandi dimensioni, il casino di Milton Keynes e quello di Aspers. Contando anche questi due casino, si arriva a una cifra di 143 strutture funzionanti. In seguito alla cessione di cospicue quote societarie da parte di Gala Casinos di Grosvenor, durante i primi mesi dello scorso anno, risultano essere due le società che posseggono il quantitativo più grande di strutture adibite al gambling, Genting Uk, con 41 centri, e Rank Group con 59 centri. Per quanto concerne invece il successo di specifiche piattaforme, risultano in netto aumento le entrate riguardanti la roulette made in USA, i servizi di punto banco, oltre ai servizi di stud poker e la roulette digitale. Non registrano particolari incrementi di fatturato, al contrario, i giochi di dati in generali e il blackjack. Una menzione particolare riguarda le slot machine, che stanno registrando un notevole incremento di quote. Così come in Italia e nel resto dell'Europa, quindi, le slot machine, sia nella loro versione terrestre che online, risultano essere la punta di diamante del mercato del gambling, per un ambito che non accenna a diminuire in quanto a favori del pubblico, e che anzi sta conquistando, di mese in mese, fette di utenza sempre maggiori. Il documento diffuso dalla Gambling Commission ha registrato anche le manovre di auto esclusione dei servizi di gambling, pari a 7680 domande.

   

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