Agevolazioni fiscali per gli esercenti senza slot

Il paese di Corsico, situato nella provincia milanese, ha deciso di effettuare degli alleggerimenti del fisco per gli esercenti locali in materia di gambling. L'ente amministrativo cittadino ha indetto la diminuzione della metà dell'imposta sui rifiuti rivolta agli operatori commerciali che non posseggono entro i propri spazi una macchina slot, e che revochino le macchine possedute. L'ente amministrativo di Corsico ha accettato una interrogazione consigliare mossa dai capi gruppo di Forza Italia e del Partito Democratico. Recentemente, il parlamento UE ha erogato una richiesta, domandando ai vari paesi di aumentare la salvaguardia dei giocatori nei confronti degli abusi riguardanti il gambling. Lo scopo è quello di proteggere le persone soggette e diminuire drasticamente gli ipotetici problemi finanziari che potrebbero arrivare dall'abuso di servizi di gambling. L'emendamento prodotto dall'amministrazione di Corsico di recente entrerà in vigore a cominciare dalla riforma economica riguardante il settore dei rifiuti in  programma per il prossimo anno. La decisione dell'ente avviene alla luce della registrazione dell'entità del problema, dato che risulta che circa un terzo dei cittadini sono votati al gioco, e che il 10% di questi ultimi abusi di tali servizi, invece il 18% risulta essere affetto da abusi gravi, che influiscono sul nucleo famigliare dell'utente. A oggi, comunque, non vi è un apparato legislativo valido che limiti questo problema in modo effettivo, tenendo conto della piena legittimità e legalità del gambling, e della possibilità di usufruire di questo in modo intelligente. Allo scopo di salvaguardare i soggetti più deboli l'ente amministrativo ha stabilito la strada da intraprendere in questo senso, allo scopo di garantire un intervento deciso per la risoluzione del problema. Il comune della provincia di Milano non è la prima volta che si prodiga in attuazioni analoghe, avendo, nel 2012, cominciato una iniziativa a cui hanno partecipato Terre di mezzo e Legautonomie, e che ha guadagnato la partecipazione di diverse associazioni del paese, giungendo così alla redazione dell'accordo delle giunte in merito al gambling, e successivamente a un decreto in materia su volere dei cittadini. La regione, in occasione di ciò, ha erogato, nei confronti della giunta del paese, un premio a valorizzare l'importanza dell'iniziativa. Spostandoci invece in Piemonte, la decisione da parte della corte costituzionale in merito agli emendamenti riguardanti Santhià e Rivoli stabilisce che non è all'interno degli organi della magistratura che occorre normativizzare il gambling, e risolvere le problematiche a esso connesse. È invece necessario un dialogo fra gli attori coinvolti allo scopo di stabilire una linea di azione comune. A parlare è il presidente di Sapar, Raffaele Curcio, che coinvolge più di mille fra fornitori ed erogatori e commercianti del settore, a seguito della comunicazione da parte della consulta che ha stabilito la non legittimazione dell'azione pronunciata dal tribunale amministrativo regionale piemontese in merito a specifiche richieste dei due enti amministrativi cittadini. Non è possibile proseguire con tale serrato percorso giudiziario, prosegue la nota diffusa dal presidente, dato che l'atteggiamento degli enti comunali, nonostante si situi in una posizione favorevole alla risoluzione delle problematiche inerente ai servizi di gambling, non risulta essere quello corretto, e in molte situazioni, così come anche a livello regionale, si registrano azioni non legittimate dalla sufficiente cognizione di causa in merito all'argomento trattato.

 

Non legittima l'ordinanza sulla chiusura delle sale da gioco

Enti provinciali e regionali indipendenti non risultano essere i gestori dell'amministrazione locale per quanto concerne la sicurezza pubblica, in ciò che riguarda la tutela da azioni fraudolenti e la prevenzione dai rischi. Si tratta della causa che ha fatto sì che i magistrati  lombardi accettassero le rimostranze a opera di un negoziante che domandava l'annullamento del decreto legislativo riguardante l'accorciamento dell'orario di uso dei servizi di gambling legali collocati presso le attività private e i negozi cittadini, varata dalla giunta comunale di Bresso, Milano. In seguito all'aver portato a esempio, insieme ad altre documentazioni, una delibera del 2010 che ha stabilito gli obblighi del potere amministrativo e legislativo in materia di tutela dei cittadini, i magistrati hanno specificato che, attraverso la commutazione riguardante il titolo quinto, il governo nazionale ha assunto la giurisdizione per quanto concerne le materie sopraelencate. Per quel che riguarda invece la podestà di provincia e regione rimasta, e non validante, si è assistito allo spostamento delle competenze alle forze dell'ordine. In merito all'impellenza  di un comune accordo tra polizia statale e comunale, l'articolo numero 118 della Costituzione ha decretato il passaggio delle competenze allo Stato per ipotetiche azioni di gestione di pubblica sicurezza e tutela del cittadino. All'interno del decreto si delineano i punti di vicinanza con l'articolo 54, lemma 4, del decreto legislativo 267 del 2000, in cui è specificato che la giunta comunale, in quanto membro governativo delegato, rispetta, in merito ad azioni causate da situazioni transitorie e impellenti in ottemperanza alle regole complessive della normativa, i canoni costituzionali allo scopo di salvaguardare la sicurezza del cittadino e l'ordine pubblico. Le azioni di rischio già annoverate in modo preventivo e divulgate alla prefettura allo scopo di attuare le manovre indispensabili al debellamento degli stessi. Nel decreto in oggetto si menziona anche che la antecedente elaborazione della normativa è risultata non idonea da parte giudiziaria in base alla dichiarazione numero 115 del 2011, nello specifico per la sezione che contemplava la parola - anche - prima delle espressioni - urgente - e – contingente -. Una evidente delucidazione, secondo il Collegio, dell'adeguamento della podestà dell'organo comunale. Attraverso una determinata analisi del fatto relativo ai tempi di attività degli esercizi di gambling appare necessario riprendere l'ordinanza mossa dalla UE, e nello specifico dalla Corte di giustizia, che afferma che nell'analizzare in modo dettagliato l'ottemperanza contenuta negli articoli 43 e 49 della normativa comunitaria europea, per quanto concerne la delibera sugli orari e le locazioni degli esercizi, è stato confermato, in ottemperanza con le antecedenti delibere, che lo scopo pertinente alla battaglia nei confronti della delinquenza è sufficiente nell'appoggiare le limitazioni alle decisioni precipue inerenti a questo decreto, dato che queste limitazioni riguardino il decreto di proporzione e nell'ordine per cui gli strumenti utilizzati risultino sistematicamente coerenti. In base a questi emendamenti l'organo centrale ha deliberato che, se non presente un decreto che chiaramente bloccasse per tutta la giornata l'esercizio di gambling, era necessario rispettare, quindi, per l'organo comunale, la tassatività nel mostrare le motivazione di una specifica restrizione degli orari, in ogni caso riguardante l'attività svolta. Gli esercizi menzionati, infatti, non fanno parte del panorama applicativo delle ottemperanze riguardanti il gambling regionale, dato che le corrispettive licenze risultano consegnate alla questura negli anni 2011 – 2012.

 

Il successo del gambling mobile

Il trend è conosciuto da tempo ormai, e i risultati registrati non hanno fatto altro che corroborare questa situazione positiva. Stiamo parlando del successo riscontrato in questi ultimi mesi dal gambling virtuale, che sta spingendo la maggior parte delle aziende del settore a scommettere in modo significativo su questo fronte. Ciò che sta rendendo questo successo ancora più lampante è l'avanzare dei servizi di gambling portable, quindi per tablet e smartphone, a velocità doppia rispetto ai medesimi servizi presenti sui computer casalinghi. È un sondaggio realizzato da Audiweb che rende esplicito questo fenomeno, e pare che l'utilizzo dei nuovi touch screen sia diventato il modo prediletto per interagire con queste piattaforme, scavalcando, di fatto, l'uso dei tradizionali sistemi di controllo. Il boom di queste periferiche è avvenuto, in particolare, nel mese di marzo di quest'anno, un periodo in cui sono stati registrati un gran numero di accessi attraverso i sistemi portatili. Si calcola infatti che 4.4 milioni di utenti, nel nostro paese, hanno utilizzato apparecchiature portatili per accedere a internet allo scopo di usufruire di servizi di gambling. Per quanto concerne invece il metodo tradizionale, si calcola che i giocatori che hanno usufruito di servizi di gambling online siano 5.3 milioni. Il sondaggio, realizzato in partnership da Memis, Doxa e Nielsen, fa registrare un ulteriore dato che rappresenta un'assoluta novità per il settore. Confermando che il numero di utenti che utilizza i servizi mobile sia significativamente maggiore rispetto a quelli che utilizzano i sistemi tradizionali, si registra anche che un gran numero di giocatori, per una quota pari a 7.2 milioni, utilizza entrambi i sistemi. Quindi circa il 90% dei giocatori italiani, compresi in una fascia di età che va dai 18 ai 24 anni, può legittimamente confermarsi multipiattaforma, nonostante una spiccata preferenza nell'utilizzare gli apparecchi portatili per questa specifica attività. Per quel che riguarda infatti l'uso dell'uno piuttosto che dell'altro sistema si registra che il 55% dell'utenza di questa fascia preferisca utilizzare i sistemi online tramite dispositivi portatili. Parlando invece di internet tout court, si rileva che l'utilizzo di servizi online attraverso dispositivi portatili va soprattutto in direzione dei network sociali come Facebook e Twitter, e si sta parlando di una quota pari al 59%. È comunque risaputo, e confermato da attendibili dati di mercato, che molti utilizzatori di social network siano anche amanti del gambling virtuale, e sovente utilizzino canali sociali per le loro partite online. La ricerca di Audiweb ha rivelato inoltre che esiste un gran numero di persone che utilizza i dispositivi tradizionali per accedere a siti di informazione, e la quota di utenti in questo caso è del 79%, sicuramente significativa. Sempre sul fronte dei computer casalinghi si registra un utilizzo massimo dei servizi di posta elettronica, pari all'86% dell'utenza generale. Per quanto concerne il lasso di tempo prediletto per l'utilizzo delle suddette piattaforme, la maggior parte degli utenti pc preferisce utilizzare il computer durante le ore pomeridiane, invece i servizi mobile conoscono un orario ben più ampio, che ricopre tutta la giornata, e che va, in special modo, dalle nove di mattina, alle ventuno di sera. Tenendo sempre presente il cambio di utenti dai 18 ai 24 anni di età, si rileva che, a seguito dell'abbandono della tv, si registra quello dai computer fissi.

   

Abolito il disegno di legge europeo sul gambling online

A riguardo della comunicazione del Premier, in aula del Senato, in riferimento all'incontro preliminare inerente al Consiglio UE che avverrà in data 26 e 27 giugno, e nello specifico in riferimento alle manovre da attuarsi durante la presidenza italiana in Europa per i seguenti sei mesi, si segnala il rifiuto della normativa comunicata dai senatori appartenenti al Gruppo Misto, fra cui Uras e De Petris, che domandavano, fra le altre proposte, di ratificare per l'Europa imposte bastate sulle transazioni di credito offshore, per tutte quelle aree che non prevedono la tracciatura bancaria. Preventivamente, i soggetti che hanno redatto la richiesta, hanno menzionato la legge di stabilità per l'anno in corso, che introduceva la web tax, in seguito cancellata attraverso il decreto legislativo 16 / 2014, per quelle società della rete, tra cui Amazon, Apple, Facebook, e Google, con l'obbligo di fatturazione degli interi capitali ottenuti su suolo italiano, attraverso gli spazi promozionali, il commercio online, e il gambling. Capitali che attualmente, senza un decreto in materia, prevedono la fatturazione in aree che presentano un gettito fiscale contenuto. La medesima normativa, a ridosso della sua cancellazione, prevedeva anche che le fasce promozionali sul web e gli indirizzi presentanti sponsor presenti sui motori di ricerca e visionabili nel nostro base, nel corso della visione di un dominio, o l'utilizzo di una piattaforma virtuale, venissero comprati da attori commerciali quali motori di ricerca, concessionarie pubblicitarie, ed editori, possessori di partita iva registrata in Italia, ed erogati unicamente attraverso bonifici postali e bancari, o altri eventuali sistemi che consentano una tracciatura fiscale. La medesima proposta è stata oggetto di una discussione parlamentare alla Camera. Per quanto concerne invece il piano regionale si registrano le rimostranze, da parte di IDV e UDC, inerenti alla proposta legislativa riguardante il gioco in Umbria. Oliviero Dottorini e Sandra Monacelli, rispettivamente membri di IDV e UDC, mostrano la propria contrarietà nei confronti della giunta umbra, alla luce del fatto che quest'ultima si è prodotta nel vaglio di una differente proposta di legge sul gioco, nonostante i richiami e le proposte presentate dai firmatari della legge sull'abuso di servizi di gambling, attualmente in fase di presa decisionale presso l'Assemblea regionale. Secondo Dottorini e Monacelli si avrebbe a che fare con una decisione presa in extremis, e avente come scopo quello di fare proprio un decreto a scopo di propaganda elettorale. Per i due, infatti, non esiste un'altra interpretazione in riferimento alla faccenda, dato che l'Assemblea si sta producendo, da diversi mesi, in operazioni dedicate al gambling online e alla lotta all'abuso di servizi da gioco. La proposta iniziale è stata prodotta dalla Monacelli due anni fa, a seguito della proposta a opera di Dottorini. Per questa legge si prevede l'unificazione del blocco di normative all'interno di un testo unico avente come obiettivo quello di garantire la piena osservanza di un corpus unico di leggi in materia di gambling. Per i membri di IDV e UDC, l'ultimo decreto proposto dalla giunta riguardante il gioco pubblico, si tratta di un mero plagio delle normative già presentate, un'azione che poteva essere ampiamente evitabile, e non per quanto riguarda la legittima rilevanza dell'argomento, ma per via di un continuo procrastinamento che, a ora, potrebbe vanificare i risultati ottenuti.

 

Il gambling nel Mezzogiorno italiano

Il sociologo Marco Fiasco ha prodotto uno studio riguardante il gioco in Italia, rilevando che, per quanto riguarda le 25 provincie più popolose e in cui la percentuale di utilizzo di servizi di gambling è maggiore, 11 si trovano nel Mezzogiorno, 5 nel Centro Sud, 2 nelle regioni del Centro, 3 in quelle del Centro Nord, e 4 nel Settentrione. La città partenopea è il solo centro urbano a oltrepassare, in quanto a spesa, il 5% del reddito dei singoli giocatori, che si attesta quindi a un euro per ogni venti euro. Lo studio, denominato Il gambling e la sua influenza sulla società italiana, è stato divulgato l'11 giugno all'assemblea delle Fondazioni anti-usura, indetta presso la Caritas romana, in collaborazione con la Consulta Nazionale. In basi ai dati forniti da Fiasco, le zone provinciali accumulano attraverso il gambling numeri maggiori in termini di reddito pro capite, e si rileva inoltre una maggiore diffusione del fenomeno nel Mezzogiorno, a parte casi analoghi registrati a Rimini e Pavia. Una situazione simile, anche se con quote di minore rilevanza, si registra nelle zone di riviera, e nelle aree di unificazione di diversi Comuni in prossimità dei confini nazionali, attraverso la collocazione di casino attivi ben prima che il fenomeno del gambling spopolasse nell'intero paese, tra cui Verbania, Sanremo, Imperia, Campione d'Italia, e Como. Questi luoghi godono tutt'ora di un ampio successo grazie alla loro territorializzazione ormai pluridecennale, e per rappresentare allo stesso tempo mete ambite per il turismo internazionale. Lo studio, realizzato attraverso strumentazioni e metodologie ad alta efficienza tecnologica, hanno rilevato una distribuzione ancora presente di servizi illegali, che rappresentano il primo nemico del gioco liberalizzato, e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana. Secondo la ricerca il gambling possiede un effetto negativo per quanto riguarda la crisi economica nazionale, incrementando la diminuzione delle entrate all'erario statale. Per via di operazioni che, teoricamente, dovrebbero portare entrate allo stato, si producono indebitamenti per le amministrazioni locali, a causa di spese per fare fronte alle manovre dedicate al gioco. In merito a iniziative legate al mondo del gambling è utile segnalare il progetto realizzato dalla Libera Università degli Studi Sociali, e intitolato Gioco Lecito. L'iniziativa, istituita in collaborazione con Confindustria Sistema Gioco Italia, ha portato 30 studenti liceali a partecipare a un incontro con importanti addetti del settore del gambling in Italia, allo scopo di indire un confronto approfondito sul gioco pubblico. L'iniziativa ha dato inoltre la possibilità agli studenti in questione, selezionati in base ai risultati conseguiti in Storia e Italiano, di ottenere quattro crediti universitari, che andranno rappresentare un aiuto per un eventuale piano di studio accademico. Tramite incontri che hanno coinvolto ricercatori e docenti di sociologia, comunicazione, diritto, marketing, ed economia, per gli studenti si è presentata l'opportunità di conoscere un settore complesso come quello del gambling legale. L'intento di Confindustria e di Luiss è quello di portare gli allievi a confrontarsi con consapevolezza con un ambito che sta acquisendo sempre più rilevanza nel nostro paese, e che si è già introdotto da alcuni anni all'interno del dibattito universitario. Una approfondita disamina sugli strumenti necessari a comprendere, senza  pregiudizi, il fenomeno, secondo gli organizzatori di Gioco Lecito, potrebbe portare gli allievi a interessarsi con il giusto occhio critico nei confronti del gambling.

   

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