Le frodi attuate attraverso i casino on line

Recita un vecchio adagio “fatta la legge, trovato l’inganno”. Mutatis mutandis, si potrebbe ridefinire il detto alla seguente maniera: se c’è un nuovo mezzo attraverso il quale circolano soldi, sicuramente qualche malintenzionato troverà il modo di approfittarsene. La malavita, o in genere i disonesti, non lasciano mai sfuggire l’occasione per poter mettere a punto un nuovo modo di delinquere; e purtroppo la rete offre moltissimi spunti in tal senso. I casinò on line generano una grande mole di affari, di cui molto spesso si approfittano hacker esperti che riescono a truffare gli ignari utenti, che si vedono così defraudati dei soldi da loro investiti nella sale da gioco virtuali. Questa azione criminosa viene messa in pratica attraverso il cosiddetto “phishing”, ovvero con l’acquisizione dei dati personali del giocatore attraverso l’inganno. Il modo più usato per fare phishing è attraverso la posta elettronica. L’hacker entra in possesso dei dettagli circa il conto corrente bancario del malcapitato inviandogli delle mail in cui finge di essere la banca di riferimento. Una volta acquisiti i dati necessari, il truffatore si iscrive ad un casino on line e inizia a giocare, contro un altro giocatore che è suo complice, con i soldi della persona che si è intercettata. Che vinca, o che perda, i soldi sono assicurati, o a lui o al suo complice, e il truffato perde il suo denaro. Le truffe on line sono relativamente molto semplici, e lo dimostrano i dati che si conoscono: nel bresciano sono stati sequestrati importi per 70 milioni di euro derivanti da truffe effettuate on line; nel 2014, su oltre 55 mila spazi di gioco virtuali controllati dai Monopoli di Stato che sono stati monitorati, quasi 50 mila sono stati segnalati per irregolarità. Per cercare di comprendere quali siano i punti deboli del sistema che rendono così semplice realizzare delle truffe on line, McAfee, nota ditta che si occupa di realizzare software di protezione dei personal computer, ha portato avanti un’inchiesta intitolata “Jackpot! Riciclaggio di denaro attraverso il gioco d’azzardo on line”. In questo report, si sono individuate tre criticità che è necessario combattere. La prima riguarda la facilità con la quale ci si può iscrivere ai casinò on line: infatti non è necessario rilasciare dei particolari dati personali, e questo garantisce l’anonimato al cyber criminale che, di fatto, è impossibile da rintracciare. In secondo luogo, c’è il grandissimo numero di sale da gioco virtuali che esistono in rete. Le forze dell’ordine preposte a monitorarle non ce la fanno a stare dietro a tutte, e quelle che non sono autorizzate dai Monopoli di Stato solo di rado vengono individuate e quindi bloccate, ma nella maggior parte dei casi continuano a proliferare indisturbate. Infine, le modalità elettroniche che si usano per lo scambio di denaro, come Bitcoin, rendono di fatto difficile tenere sotto controllo gli scambi di denaro. Il modo per poter ovviare a questa situazione, e di porre un freno ai crimini informatici e alle truffe perpetrate attraverso i casinò on line, risiede nell’adozione di nuove norme e regole che siano più restrittive per la circolazione del denaro. La stessa Comunità Europea, nel mese di aprile 2015, ha imposto delle nuove normative che prevedono controlli severi su scambi che superino importi di 2000 euro per le operazioni considerate ad alto rischio, e che consentono di avere un maggiore controllo sulla tracciabilità degli scambi di fondi.

 

Il gambling on line non causa ludopatia

Sempre più spesso negli ultimi anni, con il diffondersi dei casino on line che si sono affiancati a quelli reali, si è sentito dire che questo ha causato un aumento di casi di persone affette da dipendenza dal gioco. Opinione comune, spesso sostenuta con forza anche da personaggi pubblici come, ad esempio, dal senatore americano Sheldon Adelson, è che la possibilità di giocare sempre, da casa al proprio pc, o con i dispositivi mobili, abbia condotto i giocatori ad accanirsi sempre di più in questa attività, tanto da sperperare i loro averi. Studi e statistiche recenti, però, hanno dimostrato come questo non sia del tutto varo, anzi come, paradossalmente, l’avvento del gambling on line abbia invece fatto diminuire i casi di ludopatia. Nello specifico si è portato avanti uno studio che si intitola “Problem Gambling-A Decade of Change”, che ha studiato le abitudini dei giocatori statunitensi degli ultimi dieci anni. I risultati sono a dir poco sorprendenti: infatti, in questo periodo di tempo non ci sono state variazioni significative rispetto alle persone affette da dipendenza dal gioco, e la percentuale complessiva si attesta tra l’1% e il 2,4%. Questo studio, che è stato portato avanti dall’Harvard Medical School, ha dimostrato anche come ben il 95% dei giocatori on line non usufruiscano dei casinò virtuali che con moderazione, con perdite che si aggirano intorno al 6%. Tra questi giocatori, solo una percentuale compresa tra l1% e il 5% ha problemi legati alla dipendenza dal gioco. In sostanza, quello che si è rilevato è che i casi di ludopatia dovuti alla possibilità di giocare on line non sono superiori a quelli che si registrano nelle reali case da gioco. Non solo: secondo gli esperti, giocare on line condurrebbe viceversa ad una maggiore responsabilizzazione dei giocatori stessi. Infatti, i casinò virtuali spesso invitano proprio la gioco responsabile, e quando un utente rimane collegato tropo a lungo, appare una finestra pop up che invita a interrompere il gioco almeno per un po’. Ben diverso invece è il messaggio che passa nei casinò reali, dove invece l’istigazione è di giocare sempre di più e sempre più a lungo. Secondo la studiosa Sally Gainsborough, che si occupa di queste problematiche per la Southern Cross University in Australia, il problema, in definitiva, non è il gambling on line in sé. Demonizzarlo, ad esempio rendendolo illegale o vietandolo, non avrebbe alcun effetto se non quello di indurre al gioco clandestino; e si sa come le proibizioni rendano tutto più intrigante e appetibile. Per la Gainsborough invece ciò che va portata avanti è una campagna di sensibilizzazione dei giocatori e dei potenziali tali. Il gioco, cioè, deve essere fatto percepire niente più e niente meno di quello che è: un gioco, appunto, un momento ludico e di svago. Le cause di una ludopatia, difatti, molto spesso non si possono legare al gioco d’azzardo in sé, ma ad altre problematiche che stanno a monte e che in questo ambito trovano modo di svilupparsi e concretizzarsi. La conclusione dei vari studi e delle riflessioni che si sono portate avanti in questi anni è che internet è i casinò on line possono diventare la strada più semplice proprio per ottenere quello che da tempo si cerca di raggiungere, ovvero la concezione del gioco come puro momento di relax e distrazione, senza che l’assillo della vincita diventi predominante.

 

Francesco Rodano non è più responsabile del gaming on line dell’Agenzia dei Monopoli di Stato

Il gaming on line è una realtà oggi ben consolidata in tutto il mondo. Ormai la gran parte dei soldi che vengono investiti in scommesse, giochi d’azzardo, o nel bingo, passano attraverso il web e i casino virtuali. Questa modalità di gioco è preferita da molti per la sua semplicità e comodità: si possono fare tutte le operazioni da casa, scegliendo uno dei numerosi siti presenti in rete, aprendo un conto al suo interno, e potendo poi incassare le vincite tramite la carta di credito. L’Italia, come spesso accade, è arrivata più tardi rispetto agli altri Paesi a confrontarsi con questa nuova realtà, che rappresenta un introito finanziario non indifferente per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ovviamente, come ogni nuova realtà che si affacci sul mercato, essa ha la necessità di essere regolamentata con attenzione, per evitare truffe e frodi, e affinchè tutti possano trarne il massimo beneficio possibile. Per l’Italia, un personaggio molto importante, che è riuscito a dare una spinta notevole al gaming on line, ed anche a creare delle direttive più chiare e circostanziate, è stato Francesco Rodano, che fino al mese di marzo 2015 è stato il responsabile di questo settore all’interno dell’Agenzia dei Monopoli di Stato. C’è da precisare che il comparto dei giochi in rete sta vivendo nel nostro Paese un momento di profonda crisi, non imputabile però alla gestione centrale, ma all’incapacità di alcuni manager ed alla crisi economica generale che ha enormemente ridotto la circolazione di denaro in quasi tutti i settori, quindi non solo in quello del gioco d’azzardo. In questo panorama non certo roseo, però, Rodano è riuscito a far valere le sue capacità, soprattutto facendosi notare a livello internazionale. Rispetto alla chiusura mentale mostrata da alcuni dei suoi predecessori, Rodano ha mostrato di saper capire le potenzialità insite in un fenomeno di costume che è ormai una realtà consolidata. Soprattutto, ha dimostrato di voler guardare ancora oltre, di allargare gli orizzonti, non limitandosi quindi a svolgere il suo ruolo specifico, ma confrontandosi anche con altre parti attive. Ad esempio, si è dimostrato attento nei confronti delle richieste, delle aspettative, e anche delle lamentele degli stessi giocatori on line, oltre che alle esigenze degli investitori. Le scelte effettuate da Rodano hanno avuto un effetto quasi unico, ovvero, quello di portare l’Italia non solo allo stesso livello degli altri paesi, ma anche un passo più avanti. L’azione più significativa svolta da Rodano è stata ricondurre la maggior parte dei giocatori su siti italiani, grazie anche al filtro di Sogei (Società Generale d’Informatica). Le qualità di Rodano erano dunque evidenti, tanto che alla fine è stato ricercato da altre realtà, abbandonando dunque la guida del comparto gaming on line all’interno dell’Agenzia dei Monopoli di Stato. Ora la speranza è che il suo successore sappia raccogliere adeguatamente l’eredità che egli ha lasciato, e che continui a procedere lungo la stessa linea comportamentale. Fondamentale, in tal senso, sarebbe trovare una persona che non debba solo svolgere un ruolo, ma che abbia reale passione e competenza nel settore specifico, e che soprattutto sappia guardare lontano e raccogliere nel presente gli indizi dello sviluppo futuro del comparto dei giochi on line, che sicuramente non è un fenomeno solo passeggero ma potrebbe conoscere degli sviluppi che sarebbe utile poter riuscire a prevedere fin da ora.

   

Cresce la febbre del gioco on line anche in Italia

Quando un Paese entra nel vortice vizioso della crisi economica, accade che vi siano dei fenomeni correlati, che a volte non è detto abbiano dei risvolti del tutto negativi. Ad esempio, a chi non è venuto in testa, almeno una volta, vista la sempre maggiore esiguità degli importi in busta paga, di tentare la sorte al gioco? La “febbre del gioco” è uno dei più antichi vizi del genere umano, e al giorno d’oggi le modalità per assecondarla sono talmente tante che il volume d’affari collegato a questo settore è aumentato vertiginosamente in tutto il mondo, Italia compresa. E non si tratta soltanto di sale da Bingo, del tradizionale gioco del Lotto, o dei casinò, ma anche e soprattutto delle infinite sale da gioco virtuali che sono proliferate on line. Il gioco d’azzardo praticato nel web si chiama gambling: all’inizio si trattava soprattutto del poker on line, che coinvolse migliaia di accaniti giocatori da tutto il mondo. Oggi, il successo maggiore lo fanno registrare le slot machine. Osservando i dati raccolti, si può notare come il gambling on line sia molto di più di un semplice passatempo che gli utenti praticano in rete, ma come sia diventato una nuova e importante fetta del mercato globale. Il bilancio complessivo degli introiti derivanti dai giochi virtuali, nel 2014, è stato di 30 miliardi di euro, e si prevede che alla fine del 2015 crescerà fino a raggiungere i 32 miliardi di euro. Stilando poi una classifica di quelle che sono le attività preferite da chi utilizza i casino e le sale da gioco on line, la passione sportiva resta al primo posto, con le scommesse sui risultati delle partite di campionato, o sugli esiti delle corse dei cavalli, o di altre gare. L’introito complessivo derivante dalle scommesse è di ben 11 miliardi di euro, seguono poi i vari giochi da casinò, il poker, e il Bingo, che sempre davvero un gioco intramontabile, forse per via della sua semplicità e della sua aria familiare, che riesce ad accattivare anche chi non gioca che saltuariamente. Agli introiti derivanti dal gioco corrispondono però anche le vincite: a fine 2014 si calcolava un importo complessivo di 28 miliardi di euro. Ma il dato che di certo costituisce il maggiore interesse è quello relativo all’Italia: considerando la spesa pro capite che gli italiani dedicano al gambling on line, risulta che il nostro Paese, nel mondo, sia secondo soltanto agli USA rispetto alla quantità di denaro che viene investita nel gioco d’azzardo. Tra le regioni italiane, poi, quella maggiormente composta da accaniti giocatori risulta essere la Lombardia. I giochi preferiti dagli italiani sono le videolottery e le slot machine. Questi dati sono forniti dai Monopoli dello Stato sulle statistiche effettuate sui casino on line autorizzati AAMS. In Italia inoltre continua ad essere praticato moltissimo anche il Lotto, adesso accessibile anche in forma virtuale, e ovviamente vanno per la maggiore le scommesse sportive, vista la diffusa passione per il gioco del calcio. Le previsioni per il futuro, su questi presupposti, non possono che essere rosee, e quindi di un’ulteriore crescita del fenomeno e di conseguenza della massa di denaro movimentata. Non si deve dimenticare, inoltre, che ancora i casino on line e i games virtuali non sono che agli esordi sui dispositivi mobili, ma già fanno registrate numerosi download. Quindi è questo il settore che avrà la maggiore espansione, e contribuirà ad un’ulteriore diffusione del gambling on line.

 

Le nuove manovre dello stato contro il gambling illegale

In riferimento alle manovre di blocco effettuate dallo stato contro gli enti erogatori di servizi illegali si conferma quello che è un obiettivo dichiarato da parte del governo, concernente il prendere sotto la sua egida l'interno ambito, contemplando anche quegli spazi in cui si sono inseriti, con relativa facilità, gli operatori privi di licenza. Obiettivo sempre più chiaro se si contempla l'attività della magistratura intenzionata a debellare il fenomeno del gambling illegale alla radice. Tutto ciò rende evidente una volontà passata in secondo piano, da parte dello stato, per un lungo periodo, e che ora si ripresenta con veemenza alla luce dei danni concreti provocati dal fenomeno del gioco non regolamentato. Oltre a risultare una azione dannosa per gli utenti in primis, il gambling illegale provoca gravi perdite per il paese. Questa situazione si è ingigantita fino allo stato attuale, risultando per molti versi inarginabile, e provocando uno stato di fatto che si può chiaramente imputare a una presa di coscienza troppo lenta da parte dello stato italiano fino a oggi. Le contromosse effettuate dal governo sono risultate infatti troppo deboli, dato che, a oggi, risultano essere su suolo italiano più di 5000 enti illegali. Ora invece sembra che lo stato di cose stia cambiando, e una delle priorità del governo va nella direzione del debellamento integrale del fenomeno, attraverso una metodologia capillare e concreta. Le proteste dei fornitori autorizzati si sono quindi fatte sentire in modo pesante, con gli operatori che hanno invocato a gran voce la necessità di una presa di posizione statale, su questo fronte, realmente efficacie. Le manovre di blocco a danni degli operatori abusivi avviene in un momento non causale, alla luce del fatto che, fra due anni, avverrà la revisione delle licenze inerenti all'attuale regolamento riguardante il gioco pubblico a livello nazionale, un momento fondamentale per il settore del gambling nel nostro paese. Ad aggiungersi alle contromisure nei confronti del gioco illegale mosse da governo e procura si registra una ulteriore presa di posizione da parte dell'AAMS, che ha comunicato l'effettuazione di oltre un milione di revisioni, e un incremento delle tecnologie di controllo virtuali, allo scopo di aumentare la soglia di controllo dell'ambito, producendo a monte un sistema di gestione che possa garantire la sicurezza di giocatori e fornitori legali. Questa manovra di revisione va ad aggiungersi a quella già esistente, che prevede 4.000 revisioni nei confronti di quegli operatori che eseguono manovre non registrate. Ma queste nuove attività di controllo non interesseranno unicamente le apparecchiature elettroniche messe a disposizione degli utenti, ma caratterizzeranno anche la rete di erogazione delle informazioni, i Ctd, che non risultano essere legittimati alla raccolta e che sono già da diverso tempo sotto stretta osservanza dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana. Queste manovre andranno anche nella direzione di una sistemazione dell'ambito riguardante il gambling associato a eventi sportivi, che in Italia possiede una quota di mercato considerevole, e che pertanto rappresenta una delle priorità per i legislatori. Sembra che questa possa rappresentare, in ogni caso, l'ultima spiaggia in questo senso, per quella che potrebbe essere l'ultima possibilità per un mutamento della mentalità nel nostro paese in riferimento al gioco nel suo complesso, effettuando le dovute distinzioni di sorta tra gioco legale e non.

   

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